Archive | 2 settembre 2012

In viaggio con…Romana Petri

L’incontro con Romana Petri è avvenuto lo scorso inverno qui nel Trevigiano. Lei era l’ospite d’onore di una serata dedicata agli autori contemporanei. In particolare quella sera si parlava del suo ultimo lavoro: “Tutta la vita”, edito da Longanesi, un romanzo di ampio respiro , che rappresenta lo specchio della Storia del Novecento appena trascorso, fatto di guerre, rivoluzioni, repressioni, emigrazioni e dittature, ma anche e soprattutto la cronaca di un grande amore, quello  fra Alcina e  Spaltero. Un romanzo da leggere e da amare.
Romana è una donna intelligente e piena di fascino. Il tempo con lei è trascorso in un baleno, sia nella sala che ospitava l’incontro, grazie alle sue parole, sia in seguito nel baretto vicino, dove ci siamo ritrovati con amici comuni  davanti ad un prosecco frizzante e tante storie da condividere.
Ha subito accettato la nostra intervista virtuale con entusiamo e di questa cortesia non possiamo che esserle grati.

 Romana, cos’è per te il viaggio? quali e quanti viaggi hai intrapreso nella tua vita e nella tua testa?

I primi viaggi li ho fatti con la testa. Ho cominciato da bambina con mio padre. Più che viaggi erano sogni, cose che avremmo voluto fare, ma io ci mettevo dentro luoghi mai visti e mai sentiti nominare ai quali davo un fascino tutto evocativo. Poi. fino a 25 anni, di viaggiare non me ne è importato un bel niente. E’ stato dopo i 30 che è cominciato il mio perenne trasloco (soprattutto mentale, ovvio) verso altri luoghi. Viaggiare, allunga il tempo, una settimana diventa un mese, insomma oltre a imparare e a vivere cose inimmaginabili, hai pure l’illusione di allungarti la vita. Ma ho comunque e sempre bisogno anche di un luogo dove tornare, della mia casa, anche di quei gesti quotidiani che dopo un po’ sembra ti facciano impazzire. Dopo un lungo viaggio ho bisogno di tornare anche tra le cose che mi hanno fatta partire

Tu vivi a Roma, ma sei molto legata al Portogallo e a Lisbona. Puoi spiegarci che cosa rappresenta per te quella terra?

Semplice, il Portogallo è la mia seconda patria. Ho cominciato in principio a vederlo come il paese perfetto, insomma, con il tipico sguardo del turista che Lisbona sa incantare benissimo. Poi, a forza di viverci,  ho cominciato a vederne anche i difetti. è stato allora che ho capito che era la mia seconda patria. Una terra non è nostra fino a che non cominciamo pure a criticarla. Non è che si spenga l’amore, anzi, magari si rafforza pure. Si diventa una coppia consolidata

Romana, tu sei una delle scrittrici italiane più affermate del momento. Il tuo romanzo ” Tutta la vita” è stato tradotto in molti paesi e da qualche tempo sei prima in classifica in Spagna. Com’è stato il viaggio verso il successo letterario?

Oddio, il successo è quello delle persone che vengono fermate per la strada. A me è capitato 4 volte. Però per arrivare qui, dove sono arrivata, ci ho messo un po’ di tempo. Diciamo che la vera soddisfazione (22 anni di carriera) è stata quella di restare nonostante tutte le meteore rilucenti che ho visto passare e brillare per un’unica stagione. Questo, credo, deve voler dire qualcosa. In ogni caso, una cosa ce l’ho ben certa nella testa: continuare a sentirsi sempre esordienti. Fa bene alla salute e mantiene molto giovani.

 C’è un viaggio che non hai ancora fatto e che desideri compiere?

Potrei farti una lista dei viaggi che vorrei fare. Accidenti, non basta una vita per conoscere tutto quello che vorremmo. Diciamo che ora, visto che sono stanchissima perché ho lavorato tutta l’estate, ho un sogno impossibile perché carissimo, ma banale come meta. Mi piacerebbe trascorre un paio di settimane in Polinesia. Se qualcuno vuole contribuire, accetto volentieri. Un tempo, in un tempo magnifico, gli artisti venivano foraggiati da ricchi mecenati. ecco io direi: “Sento che in Polinesia scriverei un gran libro”. magari non tutto in due settimane. Ma sento che l’ispirazione arriverebbe di certo.
Romana Perti vive tra Roma e Lisbona. Editrice (Cavallo di Ferro) , traduttrice e critica letteraria, collabora con «Il Messaggero» e «La Stampa».  Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto, tra romanzi e raccolte di racconti, nove libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali, il premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista del premio Strega. Tra le sue opere ricordiamo, Alle Case Venie (Marsilio, 1997), I padri degli altri (Marsilio, 1999), La donna delle Azzore (Piemme, 2001), Dagoberto Babilonio, un destino (Mondadori, 2002), Esecuzioni (Fazi, 2005) e Ovunque io sia (Cavallo di ferro, 2008), Tutta la vita (Longanesi 2011). Di prossima pubblicazione ” Figli dello stesso padre”.
Le sue opere sono tradotte in Olanda, Germania, Stati-Uniti, Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo.

Grazie Romana!

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