Archive | 3 settembre 2012

In India con noi-Rajasthan-dal 23 Ottobre al 5 Novembre 2013

L’India è da sempre la terra dei contrasti dove la grandezza dei magnifici palazzi si accompagna allo splendore di migliaia di templi carichi di umanità.  Un viaggio in India resta scolpito nella memoria e nel cuore. Il Sub continente indiano è sicuramente uno dei paesi che più hanno esercitato attrazione sui viaggiatori di ogni tempo. Descrivere l’India è un impresa impossibile. L’India è un’esperienza personale, individuale, soggettiva. Un’esperienza della mente, dello spirito e dei sensi. L’India è la patria del Mahathma Gandhi, dei grandi poeti come Tagore, dei mistici come Aurobyndo, di donne del calibro di Madre Teresa. L’India è la terra della miseria e della povertà per eccellenza, dei villaggi delle campagne arsi dal sole e spazzati dai monsoni, delle grandi metropoli come Bombay, Delhi o Calcutta. Ma l’India degli ultimi anni è anche la patria della tecnologia informatica di Bangalore, della nuova frontiera della medicina di Bombay o Delhi, dell’industria del cinema di Bolywood. Un viaggio in India difficilmente ci lascia indenni: qualcosa si porta con sè per sempre e passare attraverso l’India senza tornarne un poco cambiati è quasi impossibile. Si visteranno le città più importanti del territorio a nord ovest del Paese, con un itinerario curato nei mimini particolari, sia dal punto di vista culturale che per quanto riguarda il comfort. Questo tour, studiato per la nostra clientela più esigente, offre un’ esauriente panoramica dello stato indiano del Rajasthan poiché spazia dalle città con i fiabeschi palazzi, laghi e giardini incantevoli, imponenti fortezze, folle multicolori, ai villaggi di contadini, tessitori, tintori, vasai, senza trascurare le piccole e pittoresche realtà rurali e artigianali. Dal punto di vista logistico il viaggio attraverso le distese del Rajasthan verrà effettuato in minibus privato con autista e con aria condizionata ed il soggiorno sarà effettuato presso hotel 4  stelle ed heritage ( palazzi d’epoca ) in regime di mezza pensione (prima colazione e cena ) Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero, sinologo esperto e guide locali. Non abbiamo la pretesa di farvi capire tutto, ma vi accompagneremo in questo percorso con tutta la sensibilità di cui saremo capaci

Programma di viaggio

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in viaggio con…Marina Cenzo

Marina Cenzo è una donna dotata di una personalità speciale. Appartiene a quella categoria di persone che non hanno mezze misure, che non amano i compromessi, che dicono quello che pensano e,  quando non lo fanno, quello che pensano traspare comunque e inevitabilmente dai loro occhi. Ho conosciuto Marina tramite amici comuni al tempo del mio arrivo a Treviso, quattro anni fa. E’ stata una cena  a casa sua, fra odori e sapori mediterranei, manicaretti squisiti,  generosa ospitalità e chiacchiere sincere. Quello che mi ha colpito di lei è stato il suo approccio alla vita, gioioso e positivo, nonostante niente sia stato facile, come per molti di noi. Un vita vissuta in pieno la sua. Un vita vissuta con consapevolezza e amore per la gente e le cose del mondo. Un’amica preziosa Marina

 Marina, cos’è per te il viaggio? Quali e quanti viaggi hai intrapreso nella tua vita e nella tua testa

Sono una viaggiatrice anomala. Ho iniziato, per fuggire da una vita che non mi piaceva, molto tardi, a 30 suonati. Il primo viaggio è stato un tour organizzato di 15 giorni a Cuba. Una settimana in giro ed una di  villaggio. Sono partita con una conoscente, organizzando il tutto in 3/4 giorni , dopo averla incontrata per strada per caso ed aver condiviso con lei il malessere che ci univa. Da li mi si è aperto un mondo. Un mondo di cui non sapevo nulla. E non mi riferisco solo al “mondo” ma anche e soprattutto una visione della vita. Nonostante fosse tutto organizzato ho iniziato a capire che uscire da casa, avere la voglia di conoscere gli altri mi avrebbe cambiato. Mi sono messa cosí nell’ottica di voler prendere al volo ogni occasione per curiosare nelle vite degli altri e nella mia. Da quel primo viaggio ho iniziato a muovermi tanto, per rifarmi della vita non vissuta fino ad allora. Viaggi organizzati (il tour nei deserti del Marocco in jeep, la Norvegia dei fiordi, ancora Cuba in occasione del mio viaggio di nozze), ma anche tanti non organizzati e completamente da sola: 15 giorni in Umbria io e la mia mitica Cozzetta, la  macchina che mi ha seguito in tante avventure e che in quell’occasione ha fatto 2000 km tenendo botta nonostante l’età. Ventotene, Sardegna, sempre con lei. E poi San Salvador in Brasile. Ogni viaggio mi porta fuori e dentro di me. Ed ogni volta che torno ho pezzi in piú presi da qualcuno che ho incrociato nel mio cammino e pezzi in meno, lasciati nei luoghi che ho visitato. Ultimamente viaggio di meno. Con mio marito ci muoviamo comunque molto soprattutto in Europa: Camargue in barcone lungo i canali, Portogallo in macchina, Parigi, Praga che abbiamo amato subito e dove siamo tornati piú di una volta, Budapest, Croazia, ma non al mare, Berlino e tanto altro. Non mi è passata la sete di conoscere e di conoscermi. Ma avere un compagno come il mio ha contribuito a calmare la mia fame di fuggire.

Tu sei nata in una delle città più belle del mondo, Napoli, dove hai vissuto e hai lavorato per molti anni. Ora vivi a Treviso.Com’è stato il tuo viaggio verso Nord?

Napoli è bellissima. Ha mille difetti ma milioni di pregi. Là ho radici e amici. Non sono mai stata, però, una di quelle persone che affermano di non poter vivere lontano dalla città dove è nata. Ho sempre avuto la consapevolezza che casa è dove hai voglia di stare, dove ti senti amata. Infatti il mio viaggio verso Treviso è stato dettato solo dall’amore. A Napoli lavoravo, avevo  molti amici, ma il mio  compagno, che  adesso è mio marito, è nato e viveva nel nord est. Ed è stato piú facile, logisticamente ed emozionalmente per me trasferirmi di quanto non potesse esserlo  per lui. I km che separano le due città li ho compiuti in macchina, la mitica Cozzetta piena di scatoloni e speranze e paure e vita che ha viaggiato con me per 900 km con lo stereo a palla.

Prima di approdare ai Servizi Sociali di Carbonera hai lavorato nei distretti cosiddetti difficili della tua città. Ci racconti com’è stato quel viaggio?

Il viaggio compiuto nel mondo dei Sert di Napoli e nelle sue prigioni è quello piú bello. Il mio lavoro con le tossicodipendenze mi piaceva moltissimo, è una delle cose che rimpiango di piú della mia “vecchia” vita. Ho iniziato a lavorare nei quartieri spagnoli, ho continuato lavorando a Secondigliano, la 167. Tutti posti famigerati. Ma ho sempre trovato tanta umanità, tanta voglia di fare. Con il mio capo di allora abbiamo lavorato quando ancora non esistevano Sert nelle carceri gestiti dall’Ulss per far nascere il presidio. Andavamo in giro per i penitenziari con le cartelle dei pazienti sotto il braccio perchè non avevamo nemmeno uno schedario, un ufficio!! Grandissima sfida. Bellissima sfida. Capivamo che stavamo lavorando per costruire qualcosa di fondamentale per quei ragazzi. Questo ci dava forza e adrenalina.

Qual è il viaggio che devi ancora fare?

Tutti!!! Ho tanto da vedere, tanto da conoscere. Devo crescere ancora tanto!! La mia sete di conoscenza, di sfide si è attutita, ma non si è spenta. Non credo potrà spegnersi mai. Spero che non si spegnerà mai. Ma anche conoscere persone nuove nella mia nuova città è un bel viaggio. Mi fa vedere nuovi mondi senza muovermi. Mi fa mettere in discussione il mio mondo interiore, mi fa crescere. Comunque se dovessi rispondere pensando a valige e aerei..allora Maldive! Strano per me, che sono una napoletana anomala che non ama il mare e che mai ha fatto una vacanza esclusivamente di mare. Da un po’ di anni mi affascinano le foto di quelle isole verdeggianti e solitarie. Vorrei vedere i fondali marini prima che le maree si alzino troppo e spariscano definitivamente.

Marina Cenzo nata 46 anni fa a Napoli dove ha vissuto fino al 2003. Si è trasferita a Treviso per amore di suo marito. Si sono sposati nel 2005, lui trevigiano DOC. Lavora come assistente sociale a Carbonera ( TV ). E’ II livello Reiki. Ama le  domande piuttosto che le risposte. Le piace cucinare per gli amici, leggere, viaggiare, ascoltare musica (Ligabue su tutti).

India. Oltre il mito

Ci sono pochi luoghi al mondo ad essere stati infestati  da stereotipi come l’India. E la maggior parte dei tour operator ha contributo  con frasi mirabolanti da depliant turistico a forzare la mano. L’india della spiritualità, l’oasi della pace del cuore per eccellenza, luogo mistico dove si ritorna alla radici dell’anima,  il posto  ideale per ritrovare se stessi ecc ecc.  E’ probabilmente  vero che l’India sarà destinata a diventare nel giro di un trentennio una delle più grandi potenze economiche del pianeta, ma finchè il divario fra i tanti poveri e pochi ricchissimi sarà così alto ci sarà poco da fare. Qualche anno fa una signora  che faceva parte di un nostro piccolo gruppo mi disse che l’India non le piaceva più. Ci era stata molti anni prima, quando la maggior parte degli uomini indossava il doti o il lungi e le donne erano tutte in saree o salwar kemeez, l’abbigliamento tradizionale dell’India. E tutti ti sorridevano immersi in una specie d’inconsapevole sofferenza che non li faceva soffrire. Oggi tutti quei ragazzetti in jeans e maglietta le davano fastidio, per non parlare delle ragazze che portavano la gonna e le scarpe col tacco. Alcuni di noi sono fatti così: pretendono che il mondo resti inamovibile,  che le cose rimangano al loro posto esatto nei secoli dei secoli. Abbiamo una visione romantica del mondo noi, quella che ci serve per far star bene noi stessi e scattare delle  belle foto suggestive. Ma il mondo cambia, per fortuna. Trascorriamo 10 giorni in India e abbiamo capito tutto. Vediamo la gente accucciata sui marciapiedi e pensiamo a quanto gli indiani siano poco reattivi, anche un po’ indolenti. Poi ci commuoviamo davanti ai bambini poveri, quelli che ci guardano con quegli occhioni fondi e grandi mentre siamo fermi al semaforo sui nostri mezzi  dotati di aria condizionata. Credo che l’approccio migliore per affrontare il pianeta India sia quello di guardare e di  non giudicare. L’India è tutto ed è il contrario di tutto. E’ miseria e splendore. E’ spiritualità,  ma anche ignoranza e rassegnazione. E’l’ onestà profonda,  la solidarietà, il rispetto che la sua gente ha verso gli altri, ma è anche sfruttamento e corruzione. In India bisognerebbe aprire i pori della mente, mettersi in ascolto, dimenticarsi da dove veniamo e cercare di confrontarsi, mettendosi nei panni degli altri. O almeno cercare di farlo. Con la mente sgombra da pregiudizi, il cuore aperto ed il cervello in allerta

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