in viaggio con…Alessandro Pedrina

Ho conosciuto Alessandro Pedrina tramite alcuni amici comuni di Acqui Terme parecchi anni fa. Siamo molto amici Alessandro ed io.Insieme abbiamo intrapreso tanti viaggi.  Lui ed io  siamo stati un sacco di posti . Lui è il viaggiatore ideale: curioso, accomodante, intelligente. Alessandro è un persona sensibile e generosa, che vive la sua vita  fra i libri e le parole.

Parliamo per l’appunto di viaggi, Alessandro. Quando hai cominciato a viaggiare e cos’è per te il viaggio?

A parte le prime esperienze giovanili costruite su viaggi fatti prevalentemente in auto fino in Spagna, sulla Costa Brava, o a Ibiza poco prima della laurea in cerca di emozioni notturne e trasgressioni che non mi appartenevano per niente, ho cominciato a viaggiare veramente piuttosto tardi: una decina d’anni fa. La paura di prendere un aereo mi ha bloccato per parecchio, così mi sono perso delle opportunità che col tempo sto cercando di colmare. Fortunatamente, grazie alla compagnia delle persone giuste, poco a poco sono riuscito a vincermi e ad affrontare percorsi sempre più lunghi e lontani da casa. Ho potuto scoprire così che il viaggio, oltre a farti divertire, oltre a rilassarti, oltre a farti sentire speciale, ti da modo di approfondire la tua sete di conoscenza mettendoti a confronto con gente che non conosci, con lingue che non capisci, con luoghi che spesso ti fanno paura e al contempo ti attraggono, con cibi e usanze del tutto diversi dalle solite tue cose che improvvisamente ti sembrano monotone e vuote.

 Quanto è importante per te conoscere nuove culture e confrontarti?

l principio le cose che non conoscevo mi mettevano a disagio, ne avevo quasi paura perché mi sentivo inadeguato. Oggi mi attraggono, non ne potrei davvero fare a meno. Almeno due volte l’anno, portafoglio pemettendo, un viaggio particolare lo devo affrontare perché altrimenti, a fine anno, mi resta dentro la sensazione di non aver fatto nulla, di aver sprecato del tempo prezioso che poi non torna.

Qual è il viaggio che hai amato di più e per quali ragioni?

Non ce n’è uno in particolare, li ho amati tutti sia pure in maniera diversa, e li rifarei nello stesso identico modo. Ciascuno mi ha lasciato qualcosa dentro: dalla Cina eterogenea, a Cuba esotica, culturale e bellissima, alle zone caraibiche del Venezuela ricche di fascino e magia, dai deserti bianchi e feroci della Tunisia fino alla magnificenza di New York, l’ultimo viaggio che ho intrapreso e che mi ha completamente rivalutato la figura del popolo americano verso cui, senza un vero motivo, avevo una certa disistima. Ho trovato gli americani adorabili, trasparenti, assai più civili e amichevoli di certi miei vicini di casa che conosco da sempre, ma che non ti salutano quando ti incrociano sulle scale. Gli americani che ho incrociato mi hanno regalato, al contrario, la sensazione di essere ingenui come bambini, desiderosi di darti una mano se ti vedono in difficoltà, ma forse sono stato solo fortunato. Mi piace comunque credere che siano proprio così: dei puri. Immagino lo shock  che possono aver vissuto col caso terribile delle “torri gemelle”: sconvolti e con la bocca aperta forse per sempre!

Oltre a dirigere una Biblioteca sei anche uno scrittore. La tua raccolta di racconti  “Al limite ” è stata pubblicata con buon successo circa due anni fa se non sbaglio, e hai altre cose in itinere. Scrivere è un po’ come viaggiare, non trovi?

Scrivere è come viaggiare, certo: per me è così. E’ un viaggio interiore attraverso il quale la mia mente si apre e mi spinge verso lidi che magari il giorno prima non avrei avuto il coraggio di affrontare nemmeno in sogno. E’ un viaggio doloroso molto spesso, perché ti metti in discussione, perché scopri o riscopri lati della tua vita che avevi messo da parte, riposto in fondo nell’oscurità di un mondo lattiginoso. La scrittura da nuova luce, da forme nuove e nuove vite che devono essere condivise con altri. Ho iniziato a scrivere per me stesso, per analizzarmi e capire degli aspetti di me che non mi piacevano, ma col tempo è nato il desiderio di condivisione. Scrivere dev’essere anche il mezzo per poter dar voce a chi non ce l’ha; i miei personaggi sono spesso così, al limite di qualcosa e alla ricerca di quiete, la stessa che io non ho quasi mai perché sono fatto in un certo modo, forse fatto male, ma così sono. Ci vuole coraggio a convivere con me perché sono lunatico e spesso fuggo lontano, spesso viaggio anche se sono a casa destabilizzando le certezze di chi mi sta vicino.

La scrittura è una passione non facile da perseguire, un viaggio difficile, arduo. Arrivare agli editori più evidenti nel mercato è difficoltoso (e ti cadono le braccia quando cataloghi per lavoro libri di chi gioca al pallone, delinque o cucina in TV), ma del resto una passione va coltivata a tutto tondo anche se i risultati disattendono i tuoi obiettivi: ci vuole costanza. E se le cose non andranno, beh: pazienza. Avrò in ogni caso viaggiato, per me e per chi mi vuol bene, e qualcosa di buono resterà di certo. Basta non perdere la capacità di sognare, questo no.Un uomo senza sogni non è tale e la scrittura, col viaggio che contiene, è per me il viatico giusto per non perdere tale bellissima capacità: quella per l’appunto di sognare!

Alessandro Pedrina è trevigiano e vive a Carbonera, paese limitrofo alla città.
Prima di intraprendere l’attività di Bibliotecario e curatore delle attività socio-culturali dell’Ente presso cui lavora, si è formato intellettualmente coltivando la passione per la poesia e la letteratura, laureandosi in Filologia Dantesca a Ca’ Foscari (VE). In seguito ha insegnato  alle elementari, e per un bel po’ anche materie letterarie e latino, con una passione che ha dovuto abbandonare per via del precariato e della mancanza di concorsi nell’ambito scolastico. La sua  passione per la cultura lo  ha spinto verso concorsi di altro genere, così che il suo sogno in qualche modo si è realizzato lo stesso all’interno della Biblioteca dove nutre di cultura e fantasia i suoi gradevoli utenti. La passione lo  ha portato a scrivere di poesia per molti anni, fino alla svolta che lo ha condotto  verso il mondo della narrativa. Ha pubblicato una raccolta di racconti (accolta al Premio Berto) intitolata: “Al limite (1200 copie vendute ).

ZOM

Alessandro, nel frattempo, ha terminato il suo secondo romanzo, e l’ha pubblicato, è stato a New York per capire quale futuro potrà avere con l’editoria americana, sta terminando il suo canzoniere e il suo terzo romanzo.

DIARIO DI EX OBESO AFFETTO DA ATTACCHI DI PANICO di [PEDRINA, ALESSANDRO]

La copertina è a stata ideata dalla grafica Alessandra Paoletti. La copertina del prossimo canzoniere verrà curata da Angela Sgaggio. Da ottobre le presentazioni, coadiuvate dall’intervento dell’esperta letteraria Lucia Bortoletto.

 

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About gianpa59

L'ultima frase, dice l'attore, sarebbe forse stata detta prima del silenzio. . Si sarebbe riferita all'emozione che si prova a volte nel riconoscere ciò che non si conosce ancora, all'impaccio in cui ci si trova nel non poter esprimere questo impaccio a causa della sproporzione delle parole,della loro povertà davanti all'enormità del dolore In fondo al teatro, dice l'attore, ci sarebbe stato un muro di colore blu.Questo muro chiudeva la scena. Massiccio, esposto a ponente, di fronte al mare. Questo muro era per definizione indistruttibile, benché fosse battuto, giorno e notte, dal vento del mare, e subisse in pieno l'infuriare delle più violente burrasche.L'attore dice che il teatro era stato costruito intorno all'idea di questo muro e del mare, affinché il rumore del mare, vicino o lontano, fosse sempre presente nel teatro. Quando non c'era vento, era attutito dallo spessore del muro, ma lo si avvertiva sempre, al ritmo pacato del mare. Non ci si sbagliava mai sulla sua natura. Quando c'era burrasca, certe notti, si sentiva chiaramente l'assalto delle onde contro il muro della camera. E il loro frangersi attraverso le parole Marguerite Duras

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