Archive | marzo 2013

Giordania in promozione- Dal 22 al 29 Settembre 2013

 

 

Viaggio alla scoperta di una terra dalla storia antica e dall’incredibile fascino. Un paese struggente, la porta dell’ Oriente, la culla della civiltà mediorientale, uno dei luoghi biblici più importanti. Un itinerario consigliato a chi vuole apprezzare questo splendido luogo dal punto di vista storico ed archeologico, senza per altro sacrificare gli aspetti etnografici del paese. L’itinerario prevede trasferimenti su strade asfaltate che non coprono lunghe distanze. Il percorso tocca i luoghi più importanti e significativi della storia del Paese nonché le varie località che testimoniano il passaggio di grandi civiltà come quella Romana che offrono il massimo splendore con Jerash, l’antica Gerasa e la città di ʿAjlūni, con il suo castello e la moschea, considerata la più bella dell’intero Medio Oriente. Si prosegue con la visita delle cittadine di Madaba e Kerak, nonché del Monte Nebo, luogo caro alla religione cristiana insieme a quelli del Battesimo. Si scenderà quindi verso Petra, l’antica capitale dei Nabatei. Visita approfondita di questo sito. Si proseguirà per il deserto del Wadi Rum, uno spettacolo naturale di incomparabile bellezza ( la visita è comprensiva di circuito di 2 ore in jeep con guida beduina.)  Hotel 4 stelle, volo diretti Royal Jordanian da Milano Malpensa. Accompagnatore dall’Italia per tutta la durata del tour. Tariffe in promozione con iscrizioni entro LA PRIMA SETTIMANA di AGOSTO 2013.

Programma e quote

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SIKKIM e DARJEELING. Dal 4 al 17 Giugno 2013

La piccola ma graziosa terra del Sikkim – il cui vero nome è “Den-zong,”: la terra del riso- è situata a sud del Tibet, stretta fra il Nepal a ovest e il Bhutan a est. Anche se la sua superficie è di soli 65 km per 115, il suo territorio spazia tra torride valli ad un’altezza di 300 metri e altissime montagne, -come il Kanchenjunga (8586 mt), la terza montagna più alta del mondo-. Le strade che percorrono questo piccolo ex-regno buddhista sono poche e sono costruite nella parte est dello stato, vicino alla capitale Gangtok. Il Sikkim era un regno indipendente fino al tempo di Indira Gandhi, quando fu annesso all’India. Era una delle hill resorts dell’Inghilterra vittoriana e non solo: Darjeeling, “la terra adamantina”, una volta parte del Sikkim ma poi annessa all’India dagli inglesi durante il periodo del great game nei primi anni del ‘900, era il centro dello spionaggio, e il punto di partenza della spedizione Younghusband in direzione del Tibet. Culturalmente, storicamente e spiritualmente, il Sikkim è legato al Tibet, per cui, oltre che dal richiamo delle montagne, il viaggiatore in questo gioiello himalayano sarà per lo più attratto dai monasteri buddhisti. Ci sono oltre 250 monasteri, la maggior parte dei quali appartenenti alla setta Nyingmapa; alcuni di essi sono praticamente disabitati, tranne che in speciali occasioni, ma altri, come Pemayangtse, Tashiding e Rumtek, hanno una vita spirituale tuttora molto attiva. Il Sikkim è la regione dove il monsone proveniente dalla baia del Bengala si scontra con l’Himalaya, e il suo gigantesco muro di montagna e le ripide colline coperte di alberi sono solcate da fiumi potenti come il Teesta e il Ranjit, un vero sogno per i botanici. I pendii abbondano di orchidee e tappeti di cardamomo; una terra abbondante di meleti, aranceti e risaie a terrazzo completano questo magnifico paesaggio.
Nella parte nord, verso il Tibet, è coperto da rododendri e magnolie giganti e le sue foreste sono abitate dai leopardi delle nevi, dalle “kyang” -piccoli asinelli selvatici-, e dal panda rosso, il simbolo del paese. Politicamente parlando, il Sikkim fa parte dell’India , di cui forma uno dei 27 stati. Come Darjeeling e Kalimpong, il Sikkim ha numerose piantagioni di tè, create dagli inglesi. Queste piantagioni richiedevano manodopera specializzata, che per lo più fu importata dal Nepal. In questo modo il Sikkim conobbe un grande afflusso di nepalesi che vi si stabilirono e sono ora diventati la maggioranza della popolazione. Questo spiega come mai oggigiorno la lingua più parlata in Sikkim è il nepalese . Oggigiorno il Sikkim si mostra come uno stato piu ricco, più pulito e più ordinato rispetto a Darjeeling e Kalimpong, due cittadine ‘tipicamente indiane’ Darjeeling e Kalimpong fanno parte dello stato del West Bengal (con capitale Kolkata). A Darjeeling si respira ancora un aria coloniale, con alberghi e botteghe in stile inglese, il ‘trenino-giocatolo’ che s’inerpica lungo le montagne, la piazza Chowrasta, le chiese cristiane, e tante scuole fondate al tempo degli inglesi. Kalimpong una volta era una cittadina commerciale lungo la via per il Tibet. Oggigiorno questo suo ruolo non esiste più; è famosa soprattutto per i suoi vivai . Interessante la visita alla chiesetta cattolica: un esempio di come i santi del cristianesimo sono stati adattati alla cultura locale rappresentandoli con caratteristiche e abiti tibetani. Un viaggio per gli amanti della natura e della cultura buddista.

Programma e quote

KERALA, India- Dal 16 al 27 Luglio 2013

Hotel 4 stelle, guide in italiano, accompagnatore indologo dall’Italia. Dai parchi nazionali di Peryar e Munnar alle spiagge di Kovalam. L’atmosfera magnifica dei templi induisti e l’esperienza dell’auyrveda, la medicina tradizionale indiana di tradizione millenaria, che in Karala trova la sua massima espressione

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la mia bambina

Mia piccola Eli
Ti guardo ogni giorno  e so che sei tu la mia vita. Tu sei la mia bambina. Anche se fra poco compirai 15 anni e ti sono cresciuti, minuscoli,  i seni, sei sempre la mia bambina. Vedi, continuo a chiamarti piccola anche ora che ti sei fatta piano piano un’adolescente e ti infastidisce, a volte, quando ti parlo come ti parlavo  tanti anni fa. . Sei nata che eri così piccola Eli,delicata e piccola. Ma eri forte e tenace, degna figlia di una donna come tua madre, e in un paio di mesi hai recuperato il tempo e i chili che non ti erano stati donati. Avevi un sacco di capelli, Eli, quando sei nata, e tutti noi eravamo attorno alla tua mamma che si era messa per l’occasione il suo rossetto scarlatto e si era truccata le guance, per non sembrare una malata, diceva, una di quelle donnette da due soldi che gridano di dolore e si disfano in suppliche proprio nel momento in cui si dovrebbe conservare lucidità e vigore. Eri così piccola e fragile che non ce la facevo a tenerti in braccio, tanta era la paura di farti  del l male. Sei stata speciale da sempre. Ancora oggi, quando ti osservo mentre fai i compiti, quando cammini per la città con il  tuo sguardo fiero e trasparente, io penso che tu sia speciale. Sei stata docile all’amore e aperta a tutti, Eli. Questo sì che l’hai appreso in fretta nei tuoi pochi anni. La tua sensibilità è ancora una scossa al cuore per me e ogni volta mi stupisco dei meccanismi che muovono il tuo cervello . E me ne rallegro sempre. Sei stata per me la rappresentazione di quello che tutti noi dovremmo essere. Hai imparato velocemente l’uguaglianza, la tolleranza, la condivisione. Il tuo altissimo senso della giustizia mi commuove ancora, ogni volta che ti pronunci con quel candore tuo puro sulle cose del mondo. Hai imparato in fretta che la vita non è competizione e l’amore non è una questione di merito. Hai scoperto presto le cose del mondo e ne hai fatto un motivo d’orgoglio. L’orgoglio tuo personale che ti spinge ad abbracciare gli altri con una fiducia senza fine, con una devozione e un incanto non comuni.  Per te non c’è religione né pelle, non ci sono buoni o cattivi, né vincitori nè vinti. Nel tuo sangue scorre quello di mio padre, quello  di tua madre, per questo sei fatta come sei: coriacea, forte, indomabile, ma allo stesso tempo aperta e gentile.

Piccola Eli, oggi è il tuo compleanno e ti ho portato i fiori del mercato, quelli che ti piacciono tanto, le margherite gialle che vediamo quando al mercato ci andiamo insieme e che tu dici essere i   fiori più belli  del mondo perché i più semplici e ti arrabbi ogni volta perché la gente sceglie le orchidee o i gigli o le camelie e le tue margherite restano là, invendute nei loro alti vasi di plastica verde, ad aspettare che l’uomo dei fiori le riponga il pomeriggio nel suo furgoncino bianco, nella speranza di vederle a qualcuno il giorno dopo, se saranno ancora presentabili, le margherite che tu compreresti tutte e che la gente invece non vede neppure, presa com’è dall’esotico, dal rutilante, dall’artificiale, dal sontuoso e da tutto quello che è effimero e fittizio. Sono uscito presto stamane, sono andato al mercato e ti ho comprato tutte le margherite gialle che l’uomo dei fiori aveva nei vasi di plastica verde. E adesso sei qui, sommersa da queste corolle fragili e gialle, immersa in una gioia semplice e vera. E adesso sei qui, a  15 anni e in questo mondo. E non è questo il mondo che avevo progettato per te, non è questo il mondo che avevo sognato, non è questo il mondo che speravo di consegnare nelle tue mani. Perché, sai, Eli,  prima o poi arriviamo tutti ad un punto in cui sospettiamo di essere stati crudelmente ingannati, incominciamo a capire che tutto è accaduto per niente,  incominciamo a sospettare di essere tutti  noi molto molto simili a dei cavalli impazziti, imbizzarriti, furenti, con la bocca schiumante, lanciati in una corsa senza fine. E non c’è nessuno che ci accolga al traguardo, nessuno che c’incoroni di lauro all’arrivo, nessuno che ci consegni un premio finale. E allora, in questa corsa finale che da molto tempo ho capito inevitabile, solo ci resta il piacere e il conforto di correre fianco a fianco, confusi i nostri respiri affannosi, confuse le nostre lacrime, il nostro sangue e il nostro sudore, fino all’ostacolo ultimo, uno steccato solo un poco più alto, e poi il cadere giù a piombo. E in questa corsa finale,Eli, in questa corsa ultima,mentre i miei anni passano e con essi i sogni e le illusioni e le speranze, io ti ricopro oggi di margherite gialle, un fiore semplice e banale, in fondo, come la vita stessa. E non è questo quello che avevo progettato, non è questo ciò che avevo sognato per te-un mondo diverso e più buono, un mondo dove, come nel tuo, non esistessero vincitori né vinti, né re né servi né dei,  solo uomini fra gli altri uomini- non è questo ciò che avevo sperato, ma sono vivo e corro la mia corsa come me lo permettono le mie zampe ammaccate, senza nitrire, senza schiumare, senza cadere, senza inciampare, col miglior galoppo  che mi è possibile avere. Sono vivo Eli e vengo verso di te con le mie margherite gialle, nel giorno del tuo compleanno. Con tutto l’amore che posso.

Ladakh. Dal 7 al 19 Luglio 2013

Mondi incantati, lontani dal tempo, paesaggi lunari costellati da imponenti templi e bandiere di preghiere agitate dal vento: il Ladakh così si presenta ai suoi visitatori, una realtà completamente da scoprire. Viaggio attraverso le brulle montagne del Ladakh, il piccolo Tibet, nello Stato del Kashmir, la più grande vallata dell’Himalaya. Verdi prati e laghi tranquilli sostituiscono gli alti picchi del Ladakh, trasmettendo una sensazione di pace per l’anima. Un viaggio straordinario alla scoperta del buddismo autentico. Un percorso  che consente un contatto con la vita reale della gente e dei luoghi. Un’esperienza indimenticabile che resterà per sempre nei Vostri cuori. Voli di linea, hotel 4 stelle a Delhi, resort di categoria A a Leh e le migliori sistemazioni disponibili nei reosrt i Alchi e della Valle di Nubra. Pensione completa in Ladhak ( alcuni pasti pic nic ), guida locale in lingua inglese ed accompagnatore esperto di cultura buddista partente dall’Italia con funzione di vera e propria guida.

Programma di viaggio e quote

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