Archive | aprile 2013

Vietnam e Cambogia. L’Indocina che sognavi. Dal 1 al 15 Novembre 2013

Viaggio alla scoperta di un paese millenario, dal fascino indescrivibile e d’incomparabile bellezza.
Il percorso prevede la visita della località più importanti del Paese: da Hanoi, nel Vietnam del Nord, alla baia di Ha Long, percorrendo tutta l’area centrale fino ad arrivare ad Ho Chi Min City, la vecchia Saigon. Un viaggio di 15 giorni, personalizzato, a contratto con la gente vera, alla scoperta di emozioni che solo la semplicità e la trasparenza di questo popolo è capace di offrire al viaggiatore. Un popolo martoriato dalla Storia, che ha saputo fare della speranza e della saggezza un’autentica ragione di vita. Si visiteranno villaggi e cittadine immerse ancora in un’atmosfera d’altri tempi, quasi irreali. Odori, colori e sensazioni profonde lasceranno nel vostro cuore una traccia indelebile: quella della compassione e della’amore per gli altri e per la Terra. Il tour comprende le viste di Hanoi, Ha Long con la sua spendida baia e la crociera con pernottamento in giunca,Danang, Hoi An, Hue, Chau Doch e città di Ho Chi Minh, la vecchia Saigon in Vietnam ed Angkor Vat in Cambogia. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero

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India del Nord. Popoli e Storia. Dal 12 al 22 Ottobre 2013

 

 

Un viaggio che tocca le mete più care agli amanti dell’ India. Agra e il Taj Mahal, il simbolo del Paese e dell’amore. Jaipur con le sue vie animate, il brulicare incessante di centinaia di persone, i suoi bazar, i suoi monumenti ed il suo passato glorioso.Fathepur Sikhri, la città di arenaria rossa voluta dall’imperatore Akbar e tutt’ora perfettamente conservata. E poi Gwalir e Orchha, con le loro meravigliose fortezze. Khajuraho con i suoi splendidi templi di tradizione tantrica. E poi Varanasi, la città sacra dell’ India, dove il Gange scorre e purifica la vita e la morte dei fedeli. Un viaggio completo alla scoperta dell’essenza più autentica di un Paese affascinante e complesso. Hotel 4 stelle superiori, mezza pensione ( prima colazione e cena ),tutti i trasferimenti, guide in lingua italiana, voli interni compresi di tasse aeroportuali. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero.

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Cina-Paesaggi e popoli d’acqua.

Un percorso di grande interesse etnografico e naturalistico, studiato per chi desidera approfondire la civiltà ed i popoli delle minoranze etniche. Paesaggi incantevoli, fra risaie, templi buddisti e picchi di giada. La magia di Guilin e la vita rurale del paesino di Yangzhou. Un viaggio ideale per gli appassionati del continente Cina, consigliato come secondo viaggio in questo Paese. Hotel semplici ma decorosi nei centri minori, 4 stelle nelle città più grandi. Pensione completa. Guida in lingua inglese. Poposta viaggio individuale minimo 2 persone. Tutto l’anno

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La vita dentro

Quando ero ragazzo mi domandavo sempre che cosa provasse un uomo grande, come vivesse,  se avesse realizzato i propri sogni. Spesso quando si è giovanissimi si ha una percezione distorta degli adulti e di se stessi. Ci si sente piccoli e indifesi di fronte agli adulti, che invece ci appaiono invincibili, forti, potenti. A volte ci fa paura proprio chi dovrebbere proteggerci dalla paura, e a quel punto il danno è già fatto. Oggi che sono adulto e già piuttosto avanti con gli anni, mi domando se i ragazzi di questo tempo provino le stesse identiche emozioni che provavo io davanti agli adulti di allora. Ma forse sono io che mi confondo. Forse anche coloro che io consideravo invincibili vacillavano.  Da bambino gli adulti mi sembravano tutti arrivati da qualche parte. Oggi so che non è così. O per lo meno non lo è nella misura in cui lo avevo pensato io tanti anni fa.
Mi guardo allo specchio e a volte non mi riconosco. Sono davvero io l’immagine che lo specchio mi rimanda ogni volta? Sono davvero io quell’uomo di cinquant’anni, con qualche capello grigio sulle tempie, quello con le rughe sulla fronte, con quell’aria da bambino invecchiato che non sono mai riuscito a perdere del tutto? A volte passo davanti allo specchio e mi pare d’intravvedere ancora quel ragazzino di un tempo. E tuttavia non ho mai rimpianto la gioventù, ma l’immagine di quel ragazzino mi accompagna spesso durante il giorno e ogni tanto mi rannuvola i pensieri. Non possiamo tornare indietro, non esiste il tasto rewind, né una moviola che ci consenta di tagliare il pezzo di pellicola quando il ciack non è riuscito bene, che ci consenta il montaggio del film come avrebbe dovuto essere. Non si può girare ancora la stessa scena. Buona la prima, anche quando non è stata buona per  niente. Se qualcosa è andato storto non resta che rassegnarsi e andare avanti.

C’è stato un lungo periodo della mia giovinezza in cui tentavo di compiacere tutti. Cercavo di fare come facevano tutti, ma  facevo le cose a metà, per averle fatte, per assomigliare agli altri, e non funzionava. Mi dispiace molto di essere stato così, in regola ma mai contento. Alla fine mi trovavo come un allocco  che non capisce quello che è avvenuto, ma comprende che è troppo tardi per viverlo. La ricerca di come siamo autenticamente dentro passa attraverso una serie infinita di  tentativi  ed è un lavoro estenuante e spesso doloroso

Sono sempre stato così, alla perenne ricerca di qualcosa che potesse mutare il corso della mia vita, alla perenne ricerca di qualcosa di magico che avesse potuto mutare il corso della storia, nella perenne attesa dell’inaspettato. In fondo non sono mai cresciuto, sono rimasto sempre un adolescente inquieto,  pronto a sorprendersi del mondo.  Alle volte ho avvertito il desiderio di una vita normale, come quella della  maggior parte delle persone che mi circondavano: un lavoro stabile a salario fisso, un appartamento in centro arredato e alla moda,  un cane da portare a spasso la sera,  i regali sotto l’albero a Natale, le feste di compleanno, due, tre settimane di vacanze al mare  in estate. Ma il pensiero di quelle cose durava poco e mi ritrovavo subito dopo al punto di partenza, con la mia inesauribile voglia di salpare verso orizzonti nuovi, alla ricerca della mia felicità che non riuscivo a concepire se non strettamente correlata alla felicità degli altri, in un magnifico sogno di utopie senza fine.

Ricordo che una volta, parecchi anni fa, mi trovai su di un treno per Milano,  da dove dovevo partire per un viaggio. Sedevo in uno scompartimento vuoto, assorto nei miei pensieri, quando entrò un uomo  che in qualche modo mi pareva di aver già visto da qualche parte. Esitammo qualche istante prima di riconoscerci a vicenda subito dopo: era un mio compagno dei tempi delle Medie, mi sembra che si chiamasse Vittorio, sì, Vittorio, Non eravamo proprio amici, ma fra noi c’era stata comunque una certa simpatia reciproca. Ci eravamo persi di vista subito dopo l’inzio del liceo, le nostre vite avevano preso strade diverse ed ora siedevamo  insieme sullo stesso treno a chiacchierare del più e del meno senza poter evitare di cadere nel solito rituale assurdo di rievocare i tempi andati. Mano a mano che la nostra conversazione prendeva forma mi rendevo conto di come fra me e Vittorio si fosse scavato un abisso incolmabile. Lui aveva raggiunto una certa posizione, era un commercialista abbastanza affermato, aveva un figlio che frequentava le scuole elementari in un collegio privato. un appartamento di 200 metri quadri  a Torino e una casa sul mare dove trascorrerva l’estate. Indossava vestiti e scarpe di gran marca e al polso portava un Rolex ultimo modello.  Vittorio possedeva quel minimo di cultura  e di simpatia procace adatta per essere introdotto nei circoli bene della città, dove quelli della sua razza si davano appuntamento una volta ogni tanto per celebrare se stessi in coctktails e cene di gala puntualmente descritte il giorno dopo nella pagina della cronaca mondana cittadina,  sempre e inevitabilmente organizzate per raccogliere fondi per acquistare incubatrici e costosissime apparecchiature mediche da spedire in qualche paese sperduto dell’Africa o dell’Asia dove quelli come lui si sarebbero ben guardati dal recarsi seppur in sogno. Vittorio continuava a parlare dei problemi della sua vita quotidiana, spiegandomi quanto fosse difficile al giorno d’oggi trovare dei dipendenti onesti, fedeli  ed affidabili,  quanto gli costasse la manutenzione del giardino della villa al mare aperta un solo mese l’anno, quanto fosse preoccupante l’emigrazione di tutti quegli extra comunitari che chiedevano sempre di più.  Se ne stava lì seduto, rigido nel suo abito firmato, con quell’aria da signore per bene, così assolutamente padrone di se stesso e del mondo da farmi quasi rabbia. Ricordo il suo sguardo di compassione quando gli dissi che vivevo facendo la guida turistica in giro per il mondo, a quel tempo free lance.

Ho vissuto come meglio mi pareva, ovunque io abbia messo un minimo di radici. Ho sempre pagato per  le mie scelte, per tutte, dalla prima all’ultima e non sempre è stato facile, ma se dicessi di aver più pianto che riso direi senz’altro una grossa bugia. Ho vissuto come credevo giusto fare, come credevo fosse giusto per me. Non ho mai posseduto un’auto che non sia stata poco più che un’utilitaria, non ho mai indossato vestiti costosi e di marca, ho sempre fuggito come la peste tutto ciò che la maggior parte degli uomini adora e non vede l’ora di possedere: moto, auto di lusso, successo visibile e consensi, vacanze esotiche. Non me n’è mai importato un fico di quelle cose. Non mi sono mai curato troppo di me, neanche quando ero giovane. Ho sempre avuto poco denaro per le mani, ma non ho mai dovuto patire troppo, mi sono sempre arrangiato. E adesso che la gioventù è passata da un pezzo posso dire di essere soddisfatto di quello che mi è toccato in sorte.

Credo che ci siano dei passaggi nella vita molto tristi e dolorosi. E’ così. Ci sono cose che si possono cambiare e noi abbiamo il dovere di fare del nostro meglio in tal senso. Ce ne sono altre che per nostra sfortuna non possiamo mutare di una virgola, e allora non ci resta nient’altro da fare che cercare di accettarle per quello che sono, per quanto possa essere difficile e faticoso.
La vita dentro di ognuno di noi è molto complessa. Ogni tanto mi guardo allo specchio e non  mi riconosco, dicevo. Vedo ogni tanto quel ragazzino  che si mostra allo specchio, ogni volta che ci passo  veloce davanti. Lo saluto con la mano, gli mando una carezza e  lo penso con indulgenza e simpatia. Lui ed io ci vogliamo bene e ci siamo perdonati. Dopo anni di lotte e di cruentissime battaglie, finalmente, ci siamo perdonati.

Cuba. Mar, cultura y nostalgia. Dal 16 al 26 Settembre 2013

 

Abbiamo progettato questo viaggio per cercare di scoprire l’anima autentica di quest’isola meravigliosa, stretta da sempre fra contraddizioni e slanci rivoluzionari. Comunque la si pensi e qualunque siano le convinzioni politiche di ognuno di noi, siamo convinti che valga la pena vedere dal vivo e capire, cercare di entrare nel cuore di una terra fatta di persone , colori, suoni, siamo convinti che valga la pena penetrare la scorza degli stereotipi che da sempre hanno accompagnato il mito di Cuba. Per comprendere davvero e non solo per guardare. Il viaggio è di alto valore storico, culturale ed etnografico, con in pizzico di relax sulle splendide spiagge dell’isola, in due località diverse, per poter assaporare la diversità dei fondali e del paesaggio. Il percorso si snoda attraverso la Storia dell’isola, incominciando dalla capitale, La Havana, la città mito, città decadente e pur di grande fascino, con la sua gente e le sue contraddizioni quotidiane. Si prosegue con la visita dei centri minori ma non per questo d’interesse inferiore:  Remedios, Tope de Colantes, Gaunayara, Trinidad, Cienfuegos e Guama, attraversando una natura tropicale e a volte selvaggia, dove l’elemento acqua, fiume, torrente o mare che sia, è onnipresente. Relax sulle spiagge di Santa Maria in pensione completa all inclusive ( mezza pensione durante il circuito). Hotel 4 stelle. Guida in italiano Voli di linea via Madrid  da Milano e R0ma ( voli di avvicinamento dalle altre città  quotabili con supplemento)

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Mongolia. Steppe e deserti

Un viaggio naturalistico a contatto con le popolazioni locali. Il Deserto del Gobi, la steppa, i cieli azzurri ed infiniti che sovrastano la Mongolia. Il Lago Terkhiin Tsagaan, quello di Huvsglun, il lago più profondo di tutto il Paese. La scoperta della minoranza Tsaata, nota per gli allevamenti di renne. E ancora Arkhangai , detta la Svizzera della Mongolia per le sue valli verdissime, i suoi ruscelli ed il paesaggio prettamente montano.Karakorum, l’antica capital dell’impero momgolo. E i magnifici templi buddisti fra cui il Tempio di Ongi, un  tempo la sede di oltre mille lama della scuola tibetana, il monastero, detto Bari Yonzon Hamba ,  situato sulle rive di un fiume ed è uno degli esempi più belli dell’architettura religiosa del Paese. Un percorso completo, dal deserto alla montagna. Campi tendati fissi ( le tipiche gheer di feltro con stufa a legna ), pensione completa. Guida in lingua inglese e laddove possibile in italiano. Minimo 2 persone.

Siamo a disposizione per studiare con voi percorsi più brevi con un diverso itinerario su richiesta, a seconda delle vostre esigenze. Richiedeteci anche il PROGRAMMA SPECIALE per LA FESTA DEL NAADAM con partenza l’8 Luglio.

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Nepal. Everest Campo base

Un viaggio in Nepal per l’appassionato di montagna è la realizzazione  di un sogno. E’ il viaggio che trasforma in realtà il desiderio di conoscenza dei misteri delle montagne più alte del Mondo: l’Himalaya fino al Campo Base dell ‘Everest

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