Archive | giugno 2013

L’ oceano. Osservatorio privato

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Il lento scorrere del tempo attraverso i miei capelli, penso. Il lento trascorre del tempo attraverso i  miei capelli. Un tempo di un castano lucido, mille anni fa, durante la mia infanzia e la mia adolescenza, ora, man  mano che avanzano i giorni, sempre meno scuri, con qualche filo grigio qua e là, in fondo un regalo inaspettato della vita, della sorte e degli anni. Il lento scorrere del tempo, penso. E sorrido da solo, su questa spiaggia quasi deserta, appena poco dopo l’alba . Stamattina mi sono alzato prestissimo  e ho guidato fino a questo posto nei pressi del faro di Jesolo. Ho cercato un luogo isolato e sicuro- fuori i miei fantasmi, fuori la vita, fuori i brutti pensieri- ho steso l’asciugamano sulla sabbia ancora fresca della notte appena passata e ho deciso che avrei trascorso così il resto della giornata, senza fare assolutamente nulla di nulla, sdraiato sulla sabbia. In lontananza vedo qualche cane che corre libero e felice, pochissime persone che passeggiano come se non avessero una meta precisa e una vecchia che avanza sola sul bagnasciuga. Ancora lontani i turisti, lontane le mamme bercianti e chiocce con i loro bambini queruli e capricciosi, lontani i padri della domenica, quelli che si prendono cura dei figli nel fine settimana, i buoni a nulla, quelli col Suv parcheggiato poco distante, la crema solare, il costume da adolescente per finta, un occhio  al figlio in acqua e l’altro al sedere  della ragazzotta sdraiata sull’asciugamano proprio vicino al suo. Mi piace questo posto. Mi piace da sempre. Se apro gli occhi per un istante posso immaginare i campanili di Venezia. Anche quando li chiudo so che Venezia c’è, che è là in fondo. Per sempre e da sempre. E non m’importa un fico in mattinate come questa che il mio mare sia poco più di una pozza d’acqua dal fondale molto basso, verde e quasi melmoso; per me questo è l’ oceano. Ci sto bene io in questo posto. E nonostante la città abbia subito negli anni molti cambiamenti, nonostante abbiano costruito nuove piazze con giochi di fontane e di luci e un sacco di nuovi edifici moderni e vistosi, questo resta sempre, in fondo, un posto popolare, un posto a buon mercato, un luogo dove mi muovo a mio agio,  lontana questa cittadina  (nonostante l’impegno degli amministratori e dei politici a farne un gioiellino per lussi e confort  preconfezionati per stranieri e ricchi locali) dalle località rutilanti e alla moda, un posto persino un po’ volgare in fondo, un luogo votato ad un tipo di turismo tutto sommato povero e poco esigente, il turismo di una volta, quello della mia infanzia perduta e lontana. E stasera, se mi andrà, mi spingerò fino da Bruno a mangiare carne alla brace e dopo passeggeremo sul lungomare. Faremo chilometri a piedi, senza dire una parola, come un tempo, come  i primi tempi quando ci siamo conosciuti, ricordi? Come ai vecchi tempi, solo toccandoci ogni tanto le mani. E me ne sto  sdraiato qui, dunque, e mi addormento. E devo davvero aver dormito a lungo perché ad un tratto sento il bagnino che ti parla “ Non gli farà male prendere tutto questo sole? E tu ti   volti. lo guardi e dici “ Non gli importa nulla dell’abbronzatura, lo fa per scaldarsi le ossa lui…con tutto il freddo che ha preso.” “ Come con tutto il freddo che ha preso? Da dove viene?” Tu fai un cenno con la mano “ lasci perdere, lei non potrebbe capire, è una lunga storia.” Il bagnino se ne va, scuotendo la testa. Devo davvero aver dormito molto perché nemmeno mi sono accorto che non siamo più soli nel nostro angolo di spiaggia. Attorno a noi si sono sistemati alcuni giovani, quei giovani dall’aria perfetta che tanto detesto, quelli tutti occhiali da sole, capelli lisciati dal gel e costume da bagno alla moda. Quei giovani nati bene, quelli che non sembrano aver compreso ancora nulla della vita e si muovono per il mondo come se il mondo appartenesse loro. Quei giovani dai nomi moderni e scontati: Nicolò, Kevin, Mattia, i ragazzi; Giada Vanessa,  Samantha, le ragazze. Questi ragazzotti omologati e tutti uguali, irritanti nella loro perfezione fisica, quelli che esibiscono la loro gioventù come una professione e la loro bellezza ( la bellezza ovvia e scontata dei vent’anni) come una bandiera. I maschi con quella cresta appuntita di capelli, il costume da bagno appena oltre il ginocchio, l’elastico delle mutande rigorosamente in vista, l’iphone stretto in mano, i sandali infradito ai piedi, le femmine con quell’arietta da brave ragazze, il bikini bianco o nero un poco ( volutamente) castigato, le paperine ai piedi. E invece di irritarmi a morte, come sempre mi accade in questi casi, oggi questa gioventù da calendario mi fa quasi pena, impegnata com’è a recitare una parte vecchia come il mondo: Vanessa, Samantha e Giada che entrano in acqua con cautela, rabbrividendo dal freddo, emettendo una serie di gridolini scemi, tenendosi le mani strette al seno, mentre Nicolò, Kevin e Mattia si tuffano di testa, proseguendo nell’acqua con un crawl impaccabile, voltandosi appena per vedere se alle tre galline sia venuta la voglia di seguirli. “ Io Tarzan, tu Jane” penso cinico. E persino i loro discorsi si discostano poco da quelli che ascoltavo trent’anni fa su questa spiaggia ( la gioventù nata bene non cambia né si trasforma nel tempo ): “ Vorrei conoscerti meglio” “Tu hai toccato il mio cuore”. E se appena appena Kevin avesse un minimo di coraggio e di onestà, anziché questa marea di stupidaggini sublimi, anziché quest’enormità di bugie e d’idiozie senza senso, potrebbe dire a Vanessa quello che vuole veramente da lei, risparmiando così a se stesso e alla ragazza una serie infinita di trucchi, di menzogne e di dolore.  Così diversa da come eravamo allora (  e in fondo così ipocrita ) questa gioventù dorata. Così diversi da noi, semplici,  spensierati e pur malinconici, con la Tshit Fruit of the Loom comprata per due lire al mercato e  le braghette corte. Così diversi loro dai nostri vent’anni. Sorrido e mi riparo dal sole con una mano: “ Anche tu giocavi a Io Tarzan, tu Jane?” ti chiedo con ironia. Tu mi guardi:  “ Io a vent’anni anni non sapevo nuotare, Gian!” Ti  tocco una guancia e mi avvio verso il mare. E non m’importa nulla che questo sia soltanto l’Adriatico , che questo mare non sia altro che una distesa d’acqua verde e poco profonda. Per me questo è l’oceano.


India del Nord. Dal 12 al 22 Ottobre 2013

Un viaggio che tocca le mete più care agli amanti dell’ India. Agra e il Taj Mahal, il simbolo del Paese e dell’amore. Jaipur con le sue vie animate, il brulicare incessante di centinaia di persone, i suoi bazar, i suoi monumenti ed il suo passato glorioso.Fathepur Sikhri, la città di arenaria rossa voluta dall’imperatore Akbar e tutt’ora perfettamente conservata. E poi Gwalir e Orchha, con le loro meravigliose fortezze. Khajuraho con i suoi splendidi templi di tradizione tantrica. E poi Varanasi, la città sacra dell’ India, dove il Gange scorre e purifica la vita e la morte dei fedeli. Un viaggio completo alla scoperta dell’essenza più autentica di un Paese affascinante e complesso. Hotel 4 stelle superiori, mezza pensione ( prima colazione e cena ),tutti i trasferimenti, guide in lingua italiana, voli interni compresi di tasse aeroportuali. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero

Programma e quote

India Classica. Dal 12 AL 24 Ottobre 2013

Il viaggio ideale per chi si avvicina all’India per la prima volta. Un viaggio di 11 giorni che non trascura nulla della bellezza e del fascino di questo immenso Paese. l’ India delle fortezze più belle del Rajasthan, dei mercati, della gente, dei colori, dei volti e dell’abito spirituale.L’India del Taj Mahal di Agra e della Cità Rosa di Jaiupr. Hotel 4 stelle superiori ed heritage ( palazzi d’epoca ), mezza pensione, guide in italiano e accompagntore dall’Italia con funzione di guida storica. Un percorso intenso di emozioni.

Programma e quote

La Cina in cucina. Tutto l’anno

Un viaggio che tocca Pechino, Xi’An, Guilin e Shanghai.Corso si cucina presso scuole professionali con cuochi qualificati per imparare i segreti deli principali piatti cinesi e riproporli agli amici a casa. Un abbinamento insolito fra storia e gastronomia. Dalla Grande Muraglia all’Esercito di terracotta:le vestigia di un passato memorabile. Il viaggio tocca la bellissima cittadina di Guilin e  prevede la mini corciera sul fiume Li, fra picchi di giada e paesaggi mozzafiato, come un antico aquerello cinese.

Programma e quote
base 2 / 4 parteciapanti su richiesta

Vietnam e Cambogia.Dal 1 al 15 Novembre 2013

Viaggio alla scoperta di un paese millenario, dal fascino indescrivibile e d’incomparabile bellezza.
Il percorso prevede la visita della località più importanti del Paese: da Hanoi, nel Vietnam del Nord, alla baia di Ha Long, percorrendo tutta l’area centrale fino ad arrivare ad Ho Chi Min City, la vecchia Saigon. Un viaggio di 15 giorni, personalizzato, a contratto con la gente vera, alla scoperta di emozioni che solo la semplicità e la trasparenza di questo popolo è capace di offrire al viaggiatore. Un popolo martoriato dalla Storia, che ha saputo fare della speranza e della saggezza un’autentica ragione di vita. Si visiteranno villaggi e cittadine immerse ancora in un’atmosfera d’altri tempi, quasi irreali. Odori, colori e sensazioni profonde lasceranno nel vostro cuore una traccia indelebile: quella della compassione e della’amore per gli altri e per la Terra. Il tour comprende le viste di Hanoi, Ha Long con la sua spendida baia e la crociera con pernottamento in giunca,Danang, Hoi An, Hue, Chau Doch e città di Ho Chi Minh, la vecchia Saigon in Vietnam ed Angkor Vat in Cambogia. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero

Programma e quote

 

Moglie e madre. Osservatorio privato

Stamattina, appena sveglio, mi hai detto: ” E’ una bellissima giornata, andiamo al mare?” “Andiamo” ti ho detto. Poi mi sono alzata, sono andata in bagno  a lavarmi, mi sono spruzzata il viso e il collo  con l’acqua fredda, ho spazzolato per bene i denti e mi sono pettinata i capelli. Quando sono uscita ho trovato Emma  con gli occhi ancora pieni di sonno  che  mi ha sussurrato mezza addormentata: ” Mamma,  Filippo ha la febbre.” Allora sono corsa da Filippo che gemeva e tossiva nel suo lettino. Gli ho messo il termometro, ho preso la borsa del ghiaccio e gliel’ho poggiata sulla testolina riccia, gli ho fatto inghiottire la Tachipirina e ho cercato di tranquillizzarlo a forza di carezze, baci e  sorrisi ” Andateci voi al mare” ti ho detto “Io resto a casa con Filippo. E’ meglio che non si muova dal letto per oggi. Domani lo porto dal medico” Poi vi ho preparato i panini e le bibite, ho messo il tutto nella borsa termica, ti ho dato gli asciugamani e i  costumi di ricambio, anche  il tuo. Ho dato un bacio ad Emma e a Martino. A te ho detto: “Stai attento ai bambini”.  Tu mi hai guardato e hai risposto:”  Non dannarti troppo. Risposati un po’”. Poi  hai chiuso la porta. Allora sono corsa sul terrazzino a fumarmi una sigaretta. Me la godo la mia sigaretta. Cinque minuti di pace per me sola. Cinque minuti tutti per me. Filippo si è addormentato nel suo lettino. Lo sento ancora rantolare, percepisco anche da qui, dal balcone, il suo respiro corto e affannoso. “Riposati un po’”. Sì Dario, hai ragione, come tante altre volte hai ragione tu, dovrei riposare. Ma come faccio? Come faccio a riposare con la testa che ho piena di cose che macino da mattina a sera senza una tregua né una soluzione? Come faccio a riposare con tre figli? Come faccio a riposare con il pensiero inchiodato là, fisso,  alla rata del mutuo che scade ogni mese? Come faccio a riposare con un lavoro precario di cui non conosco nemmeno io la scadenza, che non so neppure se me lo rinnovino o no? ” Se ti lasciano a casa ci penserò io, non ti preoccupare” hai detto. Non è solo questo, Dario, non sono solo i soldi che mi preoccupano, anche se dovresti sapere che con il mio stipendio, per misero che sia, ci paghiamo le spese di casa e le bollette, ma  sei un sognatore tu e può darsi che  nemmeno te ne sia accorto di quello che  consideri un dettaglio. No, Dario, non è solo per i soldi. E’ che mi sono ammazzata per quel lavoro, ho dato il meglio dei miei anni a quell’azienda e adesso guarda come vengo ripagata. Anni e anni senza un vero contratto regolare e adesso pure  la minaccia di essere scaricata, che se sapevo che andava così  forse nemmeno l’avrei finita l’ università, con due figli  già fatti e un terzo in arrivo.  Sono solo le 11 del mattino e io ho già sonno come se fosse mezzanotte. Sono stanca, stanca morta. Mi alzo alle 6 tutti i santi giorni, preparo la colazione per tutti, vesto i bambini, li porto a scuola, corro in ufficio, torno a casa, cucino il pranzo, rientro in ufficio, esco, ritorno a casa, cucino, sparecchio, lavo i piatti, stiro le camicie  e se resta un poco di tempo mi dedico a qualche passatempo utile e ameno, tipo riordinare l’armadio o mettere a posto la stanza dei bambini. A volte prendo in mano un libro, ma le palpebre mi si chiudono dopo cinque minuti. Se penso alla lettrice onnivora che ero…” Un tempo non eri così, sei cambiata parecchio ultimamente”. Hai ragione anche questa volta Dario. Un tempo ero una ragazza avvenete a piacevole, molto diversa dalla donna musona che sono diventata. Gli uomini si voltavano a guardarmi e tu eri geloso da morire. Pensavo che la vita mi avrebbe riservato un mucchio di soprese, ero curiosa, divertente, allegra. Non so cosa mi sia successo in tutti questi anni. Sarà il tempo che passa, sarà che ad una donna, laureata o contadina che sia, tocca da sempre  la maggior parte del lavoro da svolgere, saranno i fligli, sarà l’instabilità precaria del lavoro, sarà quella maledetta lavatrice che riempio di panni sporchi e svuoto senza sosta ogni giorno, sarà quella montagna  di biancheria e camicie che stiro tutti i santi giorni e  che non finisce mai, e più stiro e più mi sembra che la montagna si faccia più grande ogni volta, sarà che spolvero e lucido e appena mi giro è come se non averssi fatto niente e mi tocca di ricominciare tutto daccapo, sarà che i figli gli ho voluti anch’io, Dario, li ho voluti soprattutto io, ma ogni tanto penso a come sarebbe stata la mia vita se fossi stata da sola, senza di te e senza di loro.

Ieri sera, quando tu eri fuori con gli amici, ho visto quel film bellissimo, quello dove alla fine la madre dello scrittore dice di aver abbandonato marito e figli tanti anni prima, senza colpa, senza paura, senza timore alcuno. Lei li aveva lasciati tutti ed era andata in Canada a fare la cameriera, per salvarsi la vita, per salvare se stessa. Per un attimo ho percepito la sensazione straordinaria che deve assicurare, da sola, la libertà assoluta. Poi, man mano che il film prosegue e si dispiega nella sua trama,  si scopre che la figlia  della madre screanzata nel frattempo è morta di cancro e che il figlio è diventato un tossicomane. E allora vedi che destino ci tocca sempre a noi donne, che se provi a trovare la tua libertà ti muoiono i tuoi stessi figli, e allora chi la vorrebbe una libertà del genere? ” Non c’è più passione fra noi. Un tempo eri una donna sensuale”. mi hai detto qualche giorno fa. Non è che ci sia un altro uomo nella mia vita, Dario, e chi ne avrebbe il tempo? E’ che non ho più la voglia, né  l’energia, né l’indole. Quello che vorrei è dormire, soltanto dormire. Non mi basterebbe nemmeno una vacanza, se potessimo permettercela. Vorrei un ago nella vena, un ago che spandesse lentamente un liquido che mi provocasse un sonno regolare che durasse per mesi, per anni. Una vacanza lunghissima da me stessa e dagli altri in una di quelle cliniche del sonno, dove vanno a disintossicarsi i ricchi cocainomani o gli alcolisti con tanti soldi. Vorrei che mi portassi una volta a bere uno spitz in un locale carino di tua iniziativa, Dario. Uno spitz, mica champagne, solo uno spritz. Vorrei che mi tu mi portassi una volta a cena in un posto costoso, rinomato e alla moda, vorrei poter entrare per una volta in una delle boutiques in Calmaggiore e fare incetta di borse e di vestiti. Vorrei una domestica fissa che si prendesse cura della casa e dei bambini.  ” Ehi, un momento, non eri tu la paladina degli afflitti? Non eri tu quella delle mille e una lotta a favore dei poveri e del terzo mondo? Non eri tu quella che diceva che avere una cameriera al proprio servizio era come appoggiare apertamemte la schiavitù e lo sfruttamento?” Hai ragione, Dario, ero io quella donna e sono ancora così. Solo che adesso  sono molto stanca e Filippo continua ad avere la febbre e domani lo porto dal dottore e speriamo che passi tutto in fretta. Chiamerò in ufficio appena apre l’azienda, dirò loro che non posso andare al lavoro, che mio figlio è malato e non m’importa un fico se penseranno che ho voluto prolungare di un giorno la vacanza che non ho fatto. Lo porto dal dottore e poi lo metto a letto e ce lo tengo un po’ di giorni, che si riprenda in fretta, il mio tesoro. Chiamerò anche il tecnico, che quel maledetto split dell’aria condizionata perde acqua e mi allaga ogni volta il pavimento e qui dentro si crepa di caldo se  tengo il condizionatore spento per salvare i pavimenti.Tu fammi andare sul balcone un’altra volta a fumarmi una sigaretta però, che mi sembra che mi si sciolgano i nervi quando inalo quel veleno. Presto sarete a casa, tu, Emma e Martino, e meno male che ho scongelato l’arrosto stamattina, che sarete affamati come lupi dopo una giornata di mare. Poi non mi resta che stirarti la camicia per domani e per oggi è fatta. Lo so che fumare fa male, Dario, lo so da me, non me lo dire tutte le volte, che lo so anche da me. Vorrei che mi baciassi Dario. Vorrei che mi tenessi fra le tue braccia, come una volta, come tanto tempo fa. Senza toccarci, senza fare niente, senza dirci niente. Vorrei solo restare abbracciata a te, come una bambina piccola.

Dedicato ad una cara amica

Cina. Un acquerello su seta. Dal 12 al 24 Ottobre 2013

La Grande Muraglia, la Città Proibita. il Palazzo d’Estate a Pechino. L’Esercito di Terracotta e le vestigia delle Dinastie Tang e Ming a Xian. La città di Guilin, con la crociera sul fiume Li, fra spettacolari montagne di origine carsica, simili a picchi di giada. Gran finale a Shanghai, la città più moderna della Cina.Visite approfondite per entrare davvero nella realtà di un paese che sta attraversando grandi e importantissimi cambiamenti. Per andare davvero a scoprire il passato ed il presente di un paese ancora immerso in una tradizione antichissima e pur proiettato verso un futuro avveniristico e stupefacente.. Circuito in minibus con guida locale esperta parlante italiano ( una diversa in ogni città), hotel 4 stelle superiori, mezza pensione ( prima colazione e cena con una bevanda inclusa) ,due una cena tradizionale a Pechino e Xian, tutti i voli interni come specificato nel programma. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero

Programma e quote

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