Archive | marzo 2014

In viaggio con…… Giuliana Corsini

giuli2Giuliana Corsini ed io ci siamo conosciuti quando ci ha chiesto di organizzare per lei ed una sua amica un viaggio In Cina, ormai qualche anno fa. Da allora il nostro legame di amicizia fatto di stima reciproca si è saldato nel tempo. Con lei condivido ideali e passioni. Di Locarno, ma con radici ben pianate in Italia. Giuliana è una donna simpatica, genuina e di grande onestà intellettuale. Tutta merce rara di questi tempi.

Giuliana vuoi raccontarci qualcosa di te?
Caro Giancarlo, raccontarti qualcosa di me è difficilissimo , ho il timore di banalizzare o. al contrario, drammatizzare, ma cercherò di fare una sintesi. Ho cinquant’anni compiuti e ho una vita nuova davanti a me,  piena di incognite e di scelte da fare. Pensavo che fosse tutto fatto, tutto scritto, tutto deciso e invece la vita ha voluto darmi la possibilità di ricominciare; in fondo forse era l’unica cosa da fare, l’ ho imparato in Cina, la vacanza meravigliosa che ho potuto fare grazie a te. Ricordo ancora la gioia e l’agitazione nel cercare qualcuno che me la organizzasse e la fortuna che ho avuto nel trovare te. Nn quel viaggio  tutto era scritto. Io ci credo alla filosofia taoista, sai? ” Quando tutto ti sembra perduto, ritorni in realtà all’ origine, dalla quale è possibile creare . ” Di me posso dirti solo che ogni cosa che mi è accaduta nella vita, letta dopo un po’ di tempo, è stata una fortuna. Anche le cose più tristi, dagli abbandoni alle malattie alle scissioni di rapporti amichevoli. Tutto mi ha insegnato e ognuna di queste cose mi ha aperto strade che altrimenti non avrei potuto percorrere.
Tu, italianissima, vivi in Svizzera. Ci vuoi parlare di com’è vivere in un Paese come la Svizzera? Lati belli e lati meno positivi, immagino
Il lato bello della mia vita in Svizzera deriva dal fatto che in qualche modo mi sento tutelata e qui tutto funziona, non alla perfezione, ma comunque bene. Tu fai e ricevi. Un po’ asettico, ma funzionale.  La burocrazia è ridotta al minimo e i servizi che paghi ci sono davvero . Non posso negare che io mi senta italiana fino al midollo e che provi sempre una struggente nostalgia per il mio Paese, per il cibo, per la Storia e per il mare, Mi manca il mare! Mi manca il fatto di poter spaziare con lo sguardo, guardare l’ orizzonte , questo mi manca, sì . In un certo senso non soffro il fatto di non essere svizzera per  nascita visto che  di passaporto lo sono. Non ho mai avuto problemi e non mi sento inferiore a nessuno e anche nei momenti in cui traspare razzismo da parte di alcuni sono conscia che si tratta di persone insoddisfatte. E’ un loro problema, non mio.

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Giuli quali sono i tuoi valori, in cosa credi, quali sono le tue priorità nella vita?
Il valore in assoluto al quale tengo di più è la lealtà ; si può non esser d’accordo , si può dissentire e ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma sulla lealtà sono inflessibile. Ovviamente credo nell’ amicizia, nell’ amore, ma con lealtà . Le mie priorità nella vita sono due: l’ amore e l’ amore. Non credo che si viva bene senza o perlomeno io non ci riuscirei. Naturalmente non farò mai i soldi perché non mi piego ad alcun tipo di bassezze e forse non ho pensato di studiare abbastanza per avere un lavoro remunerativo. Non m’ importa molto del denaro, mi serve, certo, ma non sono una persona scaltra, ingrediente che credo sia prioritatio se si punta a far soldi. E poi non ho parenti ricchi.
Ci vuoi raccontare un viaggio indimenticabile che hai fatto? Le tue emozioni, gli odori, in sapori, quello che hai visto e che ti ha lasciato senza parole?
Non posso parlare che della Cina. Ho sempre letto libri, visto mostre e film sull’ argomento , son sempre stata affascinata da quel lontano Paese, lontano anche nel modo di vedere la vita . Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la gente, sono di una gentilezza disarmante , sorridenti ed educati e la loro lingua è magnifica . Ho capito quanto sia importante la lingua nello sviluppo caratteriale di un popolo ; la cosa che mi ha affascinato di più è il fatto che loro non abbiano la parola “NO” , loro hanno la negazione del “SI” , in pratica dicono ” non sì ” ( tu ovviamente lo sai da tempo ) , io lo trovo stupefacente ; come può un popolo non essere gentile se non sa neanche che esista il no secco ? Quello che molti occidentali pensano dei cinesi e ossia che siano falsi, non è assolutamente vero, loro non ti dicono no, perché non lo hanno nella loro lingua e quindi neanche nelle azioni . Ho avuto delle guide professionalmente perfette e con alcune di loro ho mantenuto i contatti In realtà a Du Jié deve essere succesoo qualcosa perché non son più riuscita a raggiungerla né col cellulare né con Skpe, né per e-mail né tramite fb , quando era in Australia… sono molto preoccupata . Duda è sato premuroso e carino , dovrei scrivergli un saluto, la sua bimba sarà cresciuta . Un momento buio l’ ho avuto a Naijing , con l’ autista pazzo che non sapeva la strada per tornare in albergo e io gli dissi dove doveva svoltare e prima ancora a Francoforte, ma mi faccio di quelle risate , ripensandoci . Io presi tutto con filosofia, anche quando volevano farci pagare il conto della lavanderia e noi non l’ avevamo usata o a Shanghai , quando sul lettino della massaggiatrice, io, con solo gli slip, dicevo a lei che il massaggio pattuito dovava costare 120 Yuan , se lei aveva capito male io , quelli avevo e dovevano farmi quello . Io calma e sorridente, mezza nuda e lei che spiegava che quel massaggio che voleva farmi lei sarebbe costato 520 Yaìuan. Divertentissimo . Ci ha provato.

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Il viaggio più bello dentro di te
Lo sto ancora facendo adesso il viaggio più bello. Lo scorso anno ho avuto un problema di salute gravissimo e mi han presa per i capelli. Questo mi ha fatto rivedere le mie priorità e mi ha permesso di  capire tantissime cose , soprattutto ciò che non è importante. Lo sapevo già da me, ma tendevo a dimenticarmene. Ora cerco di godere quello che la vita mi offre e anche nei rapporti umani cerco di essere serena, Con le amiche lo ero già , in amore mancava quel pizzico di fiducia e di “cogliere l’ attimo” ma come ho detto sopra , è un viaggio che è appena iniziato .

Ti abbraccio e spero un giorno di poter fare un altro bel viaggio con te

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Il silenzio – Osservatorio privato

 

C’è stato il silenzio. E poi i colpi sulla porta e la tua voce. Sono io, avevi detto. I colpi erano leggerissimi, come se avessi paura di disturbare. Non ho aperto subito. Tu hai ripetuto, sono io. Con la stessa dolcezza, con la stessa calma. Ho aspettato ancora, senza fare nessun rumore. Ho aperto. E poi la porta si è chiusa su di te e tu su di me. E poi c’è stata la tua voce, distante, di un’incredibile dolcezza, sempre un po’ distratta, come estranea a quello che diceva. E ancora oggi, dopo tanti anni, sento la voce che avevi. La voce della mia vita. E’ fusa dentro di me, non ha immagine. Parla di cose senza importanza. E tace, anche.
Ho pianto e abbiamo smesso di parlare. Ho detto che non potevo fare niente contro quel pianto. Che era diventato per me come un dovere, una necessità vitale. Che potevo piangere con tutto me stesso, con tutto il mio corpo, con tutta la mia vita, che era una fortuna, che lo sapevo. Ti dissi che il lutto bisognerebbe portarlo come se fosse di per sé una cultura, quella di tutte le memorie della morte decretata dagli uomini, per tutto il dolore, per tutti i bambini che soffrono senza capire, per la fame, per la guerra, per l’ ingiustizia del mondo, per l’indifferenza di tutti.
Mi sono rifugiato tra le tue braccia e abbiamo pianto insieme. Di tanto in tanto ridevamo, poi il pianto ricominciava e ridevamo di non poter fare altro contro quel pianto.

In viaggio con….Anna Cortese

anna1Anna ed io siamo cugini, credo in terzo grado. Abbiamo abitato per anni nella stessa città. Io ero più grande di lei ed è logico che, da ragazzini, non ci si frequentasse molto. Poi la tecnologia ci è venuta in aiuto e ci siamo ritrovati. Anna è la figlia di Ugo e di Fiamma. Entrambi non ci sono più da diversi anni.Ho dei ricordi personali legati ai suoi genitori e ai suoi nonni. Nonna Rita e, più indietro, la mamma di lei, Giuseppina, detta la Pepi, gestivano una tabaccheria nel centro storico di Asti. Quando era bambino il loro negozio era per me come la caverna di Alì Babà. C’erano certi barattoli antichi con dentro tutte le caramelle più buone del mondo e un’infinità di giornaletti e di cioccolato. Ma questo è parlare dei miei ricordi e non di Anna. La ricordo al ritorno dall’Argentina, dove aveva vissuto parecchi anni. L’accento sud americano inconfondibile, una luce negli occhi, la sua risata cristallina. Anna sta portando avanti un suo progetto che prevede una piccola rivoluzione nel turismo della città di Asti. Attualmente organizza eventi e corsi di cucina. Noi non mancheremo di seguire i suoi progressi e speriamo di poterla coinvolgere presto in un progetto di turismo di ampio respiro.

 

Anna, chi è Anna Cortese? Hai voglia di parlarci un po’ di te?
Anna Cortese sono io, una donna come tante altre con tantissima voglia di vivere e di fare. Amo tantissimo la mia città e il mio territorio, che ho imparato ad amare con la consapevolezza degli anni.  La vita, come spesso accade, mi ha messo a dura prova diverse volte, ma il mio carattere ostinatamente positivo mi ha sempre fatto rialzare con una forza nuova.

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Per un certo numero di anni tu sei vissuta In Argentina.Che ricordo hai di quel Paese?
E’ vero, ho vissuto in Argentina e precisamente a Buenos Aires. L’Argentina è un paese meraviglioso . Laggiù la natura ha dato veramente il meglio di sé: gli spazi sono infiniti e i paesaggi mozzafiato . Io ho avuto la fortuna di percorrerla tutta da nord a sud e di venire in contatto con alcune persone meravigliose, in particolar modo i nativi locali, i Mapuce . Loro vivono come se il tempo non fosse mai passato
Vivono di ciò che la terra , la grande Pacha Mama, offre loro e  la usano al meglio, con grande rispetto. Ho imparato ad amare la loro cultura e la loro autenticità rispettandoli e vivendo nelle loro terre non da padrona ma da ospite. Purtroppo però la macchina impietosa di un certo turismo irresponsabile li costringe a vivere come se fossero gli ospiti di in un circo a cielo aperto, il tutto per poter sopravvivere, vendendo souvenir per pochi soldi.
Uno dei viaggi più belli che ho fatto è stato quello in Patagonia . Sono partita all’ avventura da Buenos Aires e ho ripercorso le orme dei primi europei, seguendo le tracce di Colombo, quindi tutta la costa atlantica fino alla Terra del Fuoco. Al ritorno ho seguito il percorso dei conquistadores argentini percorrendo la costa dell’ Oceano Pacifico.  Molto bello, anche se diverso dal Nord del Paese o dallo spettacolo e dalla magnificenza delle cascate di Iguasù, il confine naturale tra Argentina, Brasile e Paraguay.

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Momenti belli e momenti bui..hai voglia di descrivercene qualcuno?
I momenti belli che ho vissuto sono tantissimi, molti legati alla mia famiglia di origine. Ci sono stati anche momenti molto brutti, come nella vita di tutti. Quello che ricordo con un misto di dolore ma anche con tanto amore è la morte di mio padre. La sua morte mi ha fatto crescere e ha dato un valore diverso alla vita. Spesso avverto ancora la sua mano che mi accompagna.
 Il più bel viaggio che hai fatto dentro di te?
Non ho dubbi: è stato quello che ho fatto prima, durante e dopo una grave malattia.  La gravità di questa condizione non mi ha tolto la voglia di vivere o la paura di vivere, al contrario, al di là della normale ansia che ho provato per la mia sorte. E’ incredibile quanto tutto assuma un’ altra collocazione rispetto a “prima”. I valori diventano inevitabilmente altri . Basta un fiore a rallegrare la mia giornata e anche le arrabbiature quotidiane spariscono perché le cose importanti sono altrove. Si impara a distinguere quello che conta, insomma. E a mettere da parte un sacco di cose che prima sembravano indispensabili.
 Quali sono le cose in cui credi, Anna?
Io credo tantissimo nella mia voglia di vivere, ma anche nella tolleranza e nella solidarietà. Non siamo noi il centro del mondo, per intenderci.

 

So che è in fermento un bel progetto turistico relativo al Piemonte, che cosa ci racconti?
Sì, è così. Amo la mia terra così ho deciso di dedicare le mie nuove energie in un’ avventura che si intitola “Cooltourasti”
Attualmente mi occupo dell’organizzazione di eventi e di corsi, anche corsi di cucina per persone con problemi alimentari e di salute. Credo moltissimo in questo mio progetto e voglio dare un po’ di vita a questa mia città, Asti, che è bellissima, ma un po’ sonnolenta. Basta con i bugja nen!

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La fatica delle donne-Osservatorio privato

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Mi piace un sacco stirare. Mi piace raddrizzare le pieghe, lisciare le camicie, i colletti, le maniche.

Stirare mi impegna le mani e mi lascia libero il cervello. Certo, mi viene male alla schiena, ma stirare mi concilia il ragionamento. Quando stiro penso sempre a mia madre. E alle donne. A quelle della sua generazione, ma anche alle donne di oggi, a quelle che conosco. Le donne sono infinitamente migliori di noi uomini, l’ho sempre detto. Le donne sono forti, consapevoli, pazienti. Le donne corrono dal mattino alla sera. Si alzano presto, preparano la colazione al marito e ai figli. Le donne coprono i figli quando fa freddo. Li portano a scuola. Cucinano pranzo e cena. Danno da mangiare ai cani e ai gatti. Le donne vanno al lavoro e tengono in ordine case, figli, cani e mariti. Un uomo durerebbe sì e no una settimana se dovesse sopportare il lavoro di una donna. E’ così. Non c’è dubbio che sia così.  In giro per il mondo ho visto con i miei occhi la fatica delle donne, bestie da lavoro, il capo chino, nessun sogno nella testa, gli occhi secchi e asciutti di lacrime.

Ogni volta che stiro penso a mia madre, dicevo. Una vita fatta di fatiche, nient’altro. Come tante donne del suo tempo, come tante donne di questo tempo. Da ragazzi non si capisce mai il lavoro di una madre. E’ normale che le camicie siano stirate, la cena pronta, il letto rifatto. Si da tutto per scontato. E si è sempre un po’ crudeli con le madri. Non si comprende mai abbastanza cosa fa una madre in una sola giornata. Quando ero piccolo mi mancava tanto mia madre. La vedevo pochissimo per via del suo lavoro. Solo la sera potevo restare un poco con lei. Pensavo che mi trascurasse. E invece lei andava a lavorare con la segreta speranza di garantire a noi un futuro migliore del suo.
Ci sono incomprensioni da sciogliere nella vita di ognuno. Piccole ferite da rimarginare. Le ferite dei bambini che non potevano capire solo perché troppo piccoli e perché la vita che ci era stata data in sorte era così e nient’altro.

Ammiro molto le donne, da sempre. Ammiro di meno i mariti, gli amanti, i fidanzati, i compagni. Di solito ad un uomo si concede il beneficio sublime della stanchezza dopo una giornata di duro lavoro. E’ normale che un uomo torni a casa stanco della sua giornata e non faccia più nulla. Per una donna invece è diverso. Sulle donne si hanno aspettative altissime, di solito. Non so esattamente come funzioni questa cosa, ma so che è così.  Ad una donna difficilmente si perdona un errore. Si è più crudeli con le donne e questo in tutte le società, in tutto il mondo che ho visto. E tuttavia ci sono donne che mi fanno un po’ pena. Parlo di quelle con il mito della carriera, i figli, la casa perfetta e di lusso, la cameriera fissa,  il marito che conta, le ferie, i viaggi, gli impegni dei figli, i cocktails, le feste, il suv, l’estetica e i massaggi. E l’amore ad ogni costo. Le donne che  vogliono assomigliare  a molti uomini.
Mi piacciono le donne forti, oneste, profonde, quelle che vanno avanti comunque e non si laganano mai. Quelle che stirano, puliscono e affrontano la vita come se niente fosse, nonostante lo sforzo e la fatica

Stirare diventa quindi un momento da dedicare al pensiero, alla memoria, alla mia storia e alla storia di chi nella vita non ci è solo passato attraverso.

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