Archive | luglio 2014

Ci ho impiegato tanto – Osservatorio privato

watergrey

Non è che non vi voglia bene. E’ che sono fatto così. E ci ho impiegato tanto per essere come sono. La strada è stata tortuosa, come quella di mille altri. Non sono speciale per questo, certamente no. Ci sono persone con le quali sono più in sintonia; questo è normale, quasi ovvio.Stiamo facendo tutti del nostro meglio. Ed è già molto così. Siamo vivi. E alle volte, a pensarci bene, solo questo fatto, da solo,ha dell’incredibile. Ci sono tre o quattro pilastri solidi nella mia vita. Principi sui quali non sono dipsosto a trattate mai. Si tratta di principi politici ( dove la politica è intesa come condivisione e non come partito specifico). C’è la solidariertà a oltranza. Ci sono le mie radici legate al sogno dell’utopia dove tutti eravamo uguali, un sogno che non ho mai rinnegato. C’è la mia storia personale, fatta di vissuti del tutto miei, privatissimi, vecchi come il mondo. Ci sono cicatrici rimarginate che a volte si aprono ancora, quando qualcosa, là fuori, fa troppo male, qua dentro, e ti sembra di dover ricominciare tutto da capo, compreso avvertire come la lama di un coltello quel dolore atroce che hai provato e che credevi archiviato per sempre, e allora ti manca il respiro. Ci sono ingiustizie intollerabili da combattere e ancora e sempre la voglia di ricominciare. C’è la giustizia da rivendicare e ottenere, il diritto all’uaguaglianza, il diritto alla felicità, che dobrebbe essere accessibile a tutti. Così come la cultura, come l’accesso ai libri ,alla scuola, come il fatto di poter essere stimolati e crescere con un pensiero autonomo e diventare adulti consapevoli. Senza plagi, senza la corsa frenetica e folle al consumo. C’è il diritto alla vita di tutti, da qualunque parte essi provengano. Ci sono molti sentieri possibili ed il mio non è certo quello più giusto o più idoeneo o il più consigliabile.Il mio essere profondamente laico e la mia avversione per le religioni è il frutto di un lungo lavoro e di una grande, raggiunta consapevolezza. Certo,questo vale per me, non per tutti. Non è verità assoluta. Non ho mai avuto l’aspettativa magica che gli altri la pensino esattamente come me. E tuttavia ognuno va bene com’è, per quel che può .e vuole dare come proprio contributo.alla vita  ” Facile crescere su di un prato. Provaci sul cemento” La vita spesso è così: cercare a tutti i costi di scavare un buco in mezzo alle pietre. E lì mettere radici e fiorire. Con tutti i nostri personalissimi fiori in boccio. Belli, come se avessero sconfitto, essi stessi e da soli, tutto il buio del mondo.

TRIANGOLO d’Oro con SAFARI nel Parco di RANTHAMBORE- Dal 6 al 15 Dicembre 2014

L’India è da sempre la terra dei contrasti dove la grandezza dei magnifici palazzi si accompagna allo splendore di migliaia di templi. In questo paese l’antico e il moderno hanno trovato il loro equilibrio in una natura che s’impone con forza. Un viaggio in India resta scolpito nella memoria e nel cuore. Il Sub continente indiano è sicuramente uno dei paesi che più hanno esercitato attrazione sui viaggiatori di ogni tempo. Descrivere l’India è un impresa impossibile. L’India è un’esperienza personale, individuale, soggettiva. Un’esperienza della mente, dello spirito e dei sensi. L’India è la patria del Mahathma Gandhi, dei grandi poeti come Tagore, dei mistici come Aurobyndo, di donne del calibro di Madre Teresa. L’India è la terra della miseria e della povertà per eccellenza, dei villaggi delle campagne arsi dal sole e spazzati dai monsoni, delle grandi metropoli come Bombay, Delhi o Calcutta. Ma l’India degli ultimi anni è anche la patria della tecnologia informatica di Bangalore, della nuova frontiera della medicina di Bombay o Delhi, dell’industria del cinema di Bolywood. Un viaggio in India difficilmente ci lascia indenni: qualcosa si porta con sè per sempre. Sarà l’anima trasparente della gente, il sorriso aperto e franco delle persone che incontri per strada, saranno i mille colori dei shari delle donne, giovani o vecchie, ricche e povere che siano, sarà la profonda spiritualità di tutte le sue creature, ma passare attraverso l’India senza tornarne un poco cambiati è quasi impossibile. Si visteranno le città più importanti del territorio a nord ovest del Paese, con un itinerario curato nei mimini particolari, sia dal punto di vista culturale che per quanto riguarda il comfort. Questo tour, studiato per la nostra clientela più esigente, tocca le città di Delhi. Agra, Jaipur e consente un tuffo nell’India autentica e ancora rurale della cittadina di Mandawa, nonché due giorni di fotosafari nel Parco di Ranthambore, dove è possibile avvistare le tigre ed altri animali selvatici . Dal punto di vista logistico il viaggio attraverso le distese del Rajasthan verrà effettuato in minibus privato con autista e con aria condizionata ed il soggiorno sarà effettuato presso hotel 4 stelle superior / 5 stelle in regime di mezza pensione (prima colazione e cena ) Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero, sinologo esperto e guide locali. Volo diretto da Milano Malpensa.

Programma e quote

Luglio

 

 

pink

 

Tutto il tempo davanti a me: senza limiti, senza compromessi, senza orari, senza nessuno che mi faccia fretta a nessuna ora, da nessuna parte. Il bello del mio lavoro è poter disporre talvolta di momenti morti come questo, dove tutto scorre liquido, morbido, come al rallentatore. M’immergo, per passare la mattinata, nei libri che mi fanno compagnia in questi giorni placidi, seduto al tavolino di sempre o buttato sul letto, le tende tirate contro la calura ormai imminente, la luce mordiba che si diffonde in queste stanze, fra le pareti di questa casa vicino alla città eppure  lontana dal resto del mondo, così come mi sento spesso fra le quattro pareti di questo appartamento di un posto per certi versi ancora nuovo per me. La stanchezza dei giorni passati si sta sciogliendo e avverto ora quella sensibilità estrema e deliziosa della convalescenza, quella sensibilità acuta delle attese che precedono le metamorfosi, anche se è probabile che io stia fantasticando come al solito, e nulla di ché dovrà succedere, tranne questa pigrizia lenta che mi assale e che assaporo come una specie di premio finale. Chiusa la porta, chiuso il telefono, spento il televisore, chiusa a chiave la memoria dove giaciono i ricordi e gli affanni. Ci provo. Ho letto da qualche parte che il segreto è insistere. Non so se sia vero, ma voglio provarci. Per qualche giorno almeno. Perchè siamo a luglio, ed è un mese soffocante e strano in cui molte cose sembrano tornarmi legate a ricordi di esami, al ricordo dello sbocciare dei fiori, di compleanni appena trascorsi e lontani, del sapore delle fragole, di altre partenze ed altri ritorni. E la cosa certa è che, per una ragione o per l’altra o per tutte insieme, questo inzio di luglio di oggi s’intreccia misteriosamente ad altri mesi di luglio ormai lontani, ed è come se tutti questi anni da adulto, presunti densi, presunti fruttuosi, questi trentacinque anni che abbracciano ciò che avrebbe dovuto essere la pienezza della mia vita adulta, con tutto ciò che durante essi ho vissuto, ho vissuto e ho fatto, non siano all’improvviso nient’altro che una parentesi banale, una parentesi, che ora, all’improvviso, potrebbe essere cancellata magicamente in qualsiasi momento, un sogno dal quale ora potrei svegliarmi, restituito alla realtà unica, senza sogno nè parentesi, della mia adolescenza e della mia infanzia. E allora mi sprofondo fra i morbidi cuscini di seta indiana del salotto, ozio fra i libri della mia biblioteca, mi tuffo fra le lezuola del mio letto. Cerco di ascoltare il mio corpo, assopisco i ricordi tristi e mi godo quest’ assenza da impegni, da corse e da frenesie di ogni tipo. Di cose ne sono accadute, alcune così belle  negli ultimi anni che ora mi sento come un pioniere che ha attraversato un continente, scalato una montagna o visto finalmente l’oceano. Eppure sotto sotto provo disagio. Non sono abituato a ricevere senza un motivo. Se la mia attuale buona sorte è una ricompensa, quando me la sarei guadagnata? O forse la vita ricompensa non per ciò che si fa, ma per ciò che si è? Vorrei tanto tornare bambino, assaporare l’ingenuità anche per pochi minuti, essere ancora in grado di non vedere il male e provare gioia per tutto, anche per la sofferenza. Ma è luglio e oggi mi coglie questa pigrizia strana, molle, questa flemma senza senso, e l’estate mi chiama con i suoi odori notturni che entrano dalle finestre nella mia casa quando si fa sera. Qualcuno crede he ci siano luoghi e momenti magici. Questo potrebbe essere uno di quei posti, proprio in questo istante, la mia stanza, nella quale filtra una luce innaturale da chissà dove. Una stanza che sta diventando rosa poco a poco, nonostante sia soltanto pomeriggio e il tramonto sia ancora lontano.

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