Archive | dicembre 2014

Grecia – Il cammino di San Paolo – Dal 2 al 7 Maggio 2015

 

Un viaggio attraverso le strade percorse da San Paolo nella patria di Alessandro Magno. Questo viaggio vi porterà a scoprire i tesori più famosi dell’Antica Grecia, ma anche l’aspetto religioso di una terra dove l’iconografia religiosa è dipinta nelle icone conservate all’interno di meravigliosi monasteri ortodossi. Si visteranno Filippi, Kavala, Vergina, Veria, Kalambaka ( sito dei famosi Monasteri delle Meteore ), Delfi e Atene. Hotel 4 stelle, mezza pensione ( prima colazione e cena ). Guida locale parlante italiano per tutta la durata del tour. Voli di linea da Milano Malpensa ( a richiesta da altri aeroporti italiani).

 

Programma e quote

Il Dottor D’Anelli – Osservatorio privato

Si è spento nella sua casa di via Canova ad Asti, questa mattina 17 novembre, Aris d’Anelli, a 90 anni. D’Anelli era nato il 10 luglio del 1924 a Addis Abeba, dove suo padre era direttore delle poste e telegrafo. Dopo le elementari, nel 1935 tornò ad Asti, frequentò il liceo classico e diede vita all’associazione “La giostra” che fu un momento di fervore per la cultura astigiana. Si appassionò ancor più alla cinematografia, scrisse recensioni di film e con altri fondò uno dei primi cineclub italiani. Nel ‘49 si laureò in medicina a Torino e nel ‘66 diventò primario di Cardiologia, che con lui si trasformò in un vero reparto, a metà anni ‘70 nacque la Sala Botallo, una delle prime unità coronariche in Piemonte, una creatura sua, un fiore all’occhiello dell’ospedale di Asti e sono in molti a visitarlo, anche dall’estero.
Negli anni Novanta, a riposo come “primario emerito”, si dedica alla scrittura: dal ’95, con “L’uomo che parlava con i fili”, al 2010 “Come il cinema ha raccontato il Risorgimento” escono nove pubblicazioni, ma portano la sua firma anche diversi articoli sulla rivista “il Platano” ed un centinaio di studi scientifici. La passione per il cinema la trasmette anche agli studenti dell’Utea, che per quindici anni seguono le sue lezioni.

Era bravo d’avvero lei, Dott. D’Anelli. Era un medico bravissimo, una persona d’altri tempi, un signore vero, un uomo autentico. E mi mancherà molto. Lei fu colui che mi curò fin da bambino. Lei, con la sua voce ferma e rassicurante, i suoi gesti calmi, il suo stetoscopio sempre al collo, il suo camice bianco e le sue carezze, lei fu colui che chiuse gli occhi a mio padre, quella sera di quel maledetto giugno caldissimo e senza vento. Era già in pensione da tempo e lo chiamammo tardi, che sicuramente stava già dormendo. Lei arrivò subito dopo e consolò mia madre, poi stese il referto di papà, quello che certificava la sua morte. Quando ricoverarono me, per tre volte consecutive, lei non mancava mai una visita, anche se quello non era propriamente il suo di reparto. Entrava nella mia stanzetta e mi sorrideva, controllava che il liquido della flebo scorresse regolarmente, s’informava sulle mie letture, mi toccava la testa con una specie di carezza lieve e se ne andava salutando con la mano. Mi regalò il primo dei suoi libri. Poi mi donò tutti gli altri, mano a mano che  li scriveva. Ricordo che una volta mi disse: ” Non so se siano scritti nel linguaggio che tu preferisci, in fondo non sono uno scrittore io, sono solo un medico”.
Quando me ne andai da Asti le scrissi una lunga lettera. Volevo spiegarle come mi sentivo, volevo raccontarle che strana svolta la vita aveva preso per me. Mi rispose con la sua calligrafia minuta, su di una carta finissima, d’altri tempi. La conservo nel cassetto della scrivania dello studio, fra le cose a me più care.

Mamma mi ha detto che se n’é andato così, dicendo a sua moglie ( 61 anni insieme ) che avrebbe dovuto ricordarsi di andare a cambiare le gomme dell’ auto l’indomani mattina, che l’inverno era ormai alle porte. Poi ha reclinato il capo,  con un soffio leggero, con un piccolo tremito, nella sua vecchia casa bellissima e semplice piena di ricordi, di libri e di vecchie carte. Non la vedevo dallo scorso Natale, dottore, così le scrissi un’altra lettera, prima di partire per l’ultimo viaggio che ho fatto, poche settimane fa. Chissà se avrà fatto in tempo a leggerla?

Saranno in molti a piangerla, ma io voglio mandarle, oggi, il mio grazie e la mia gratitudine immensa per avermi salvato l’esistenza, per avermi mostrato che la vita è sì per certi versi terribile, ma che solo l’amore può erigersi contro la morte come un vessillo in fiamme, come un esercito in marcia. E se alla fine la morte dovrà per forza vincere la partita, ci sono istanti i cui la vita, trasfigurata in amore, trionfa su tutto il resto, anche sull’ineluttabilità della morte. Grazie Dottor D’Anelli. Ovunque lei sia.

 

Un giorno

un giorno qualcuno ti abbraccerà così forte che tutti i tuoi pezzi rotti si attaccheranno di nuovo insieme.

 

 

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