Archive | maggio 2015

Laos- Autentico gioiello d’Indocina -Dal 16 al 28 Agosto 2015

Il Laos, un Paese magico, dove ancora i ritmi scorrono lenti a contatto con la vita dell’acqua. Il fiume Mekong, i villaggi sulle sue rive, i templi buddisti, magnifici e brulicanti di fedeli. Un viaggio storico e naturalistico di alto livello culturale ed etnografico. Il viaggio su snoda sulle rive del Mekong, a contatto con i villaggi dell’acqua e lungo i panorami di montagna verso il Nord. Un percorso magnifico per chi ricerca il contatto con la una civiltà autentica ancora incontaminata. Viaggio condotto da Giancarlo Pagliero Specialist per Destinazione Oriente.

LAOS GPagliero

Annunci

Il ballo a palchetto – Osservatorio privato.

palchetto

Non so se abbia un nome diverso in lingua italiana. Non so neppure se ve ne siano ancora da qualche parte. In Emilia-Romagna c’era la balera, un grande salone adibito a pista da ballo con servizio bar. Da noi, nella campagne del Piemonte, c’era la curiosa variante del ballo a palchetto (italianizzazione dal piemontese bal a palchett) ovvero una pista circolare chiusa con al centro un palo, sormontata da un tendone teso a terra, adatto a riparare dalla pioggia e dal freddo coloro che si trovavano all’interno, con un posto minuscolo per qualche strumento musicale, di solito una fisarmonica, un clarinetto in Do, sassofono e voce. Il ballo a palchetto faceva la sua comparsa durante i giorni della Festa della Leva  che di solito si teneva all’inizio dell’estate, avvenimento quanto mai importante soprattutto al compimento del 18° anno, e in poche altre occasioni nelle altre stagioni. Non c’era bisogno di scegliere la location, né si creava un evento, non c’erano VIP né effetti speciali di alcun tipo. Gli addetti montavano il ballo a palchetto ai lati della piazza e la festa poteva incominciare. Di solito il tutto durava un paio di giorni durante i quali il paese intero si destava dal suo torpore di secoli. Tutti, dai bimbi agli anziani, facevano il conto delle ore che mancavano all’apertura delle danze, mentre per le viuzze correva un’ energia palpabile e viva, segno di un’eccitazione pulita e tangibile che contagiava ogni abitante del posto e perfino qualcuno dei dintorni. E il sabato sera era tutto un accorrere di madri vestite con gli abiti buoni della festa, di padri e nonni in giacca e cravatta, di bimbi, nonne  e zie in camiciole candide e scarpe strette, di giovani paesani maldestri dall’aria un po’ goffa, di ragazzine semplici con il vestito scampanato e l’aria trasognata.

Io vivevo nella mia piccola città di provincia, ma in campagna ci tornavo spesso. A Monale c’erano Ginota,  Clemente e loro figlio Riccardo, la famiglia presso la quale era sfollata mia madre ai tempi dei rastrellamenti , quando nonna Lalla l’aveva mandata in quel posto sperando di salvarle la vita, e con la quale era rimasta in stretto contatto anche dopo la guerra.
La mia esistenza allora si divideva fra le giornate noiose dedicate allo studio nella mia città di nani e gli agognatissimi fine settimana in campagna. Trascorrevo buona parte dell’estate a Monale a quei tempi. Non accadeva niente di niente in quei giorni. Niente che valesse la pena di essere raccontato o di essere ricordato con slancio emotivo. Non c’erano eclatanti emozioni né dolori feroci da tamponare in fretta, nessun allarme rosso a suonare insistente.Erano giorni di assoluta monotonia e quiete quei giorni vissuti in un ambiente agreste, semplice e bellissimo e che tuttavia avevano il potere di riconciliarmi con la vita e con l’intero genere umano. Si andava la mattina presto con Clemente per funghi, quando era stagione, o a raccoglier mughetti. Clemente, detto l’uomo dei boschi, ci portava per mughetti: un gesto nobile adatto ad un nobile cuore, del tutto insolito per un maschio di quei tempi, ma non per lui, il ciabattino del paese, colui che da una tomaia e da un pezzo di pelle o di stoffa qualunque tirava fuori una scarpa-meraviglia delle meraviglie – come un prestigiatore tira fuori una colomba da un cilindro. Si partiva all’alba a piedi e dopo un sacco di tempo ci si inoltrava, virando improvvisamente a destra o a sinistra, fra i rami frondosi e fitti di luoghi chiusi e inaccessibili eppure a lui così noti; stretti pertugi che portavano direttamente nel cuore di posti magici, mentre lui segnava il percorso affinché non ci fossimo perduti al ritorno. Usava un complicatissimo sistema fatto di fronde legate fra loro, di nodi eseguiti con piccoli rami di salice e segni misteriosi incisi sul terreno col bastone dove si appoggiava durante le sue passeggiate. A volte, dove il sentiero si faceva meno evidente o scivoloso, lasciava il suo fazzoletto candido legato ad un ramo perché gli ricordasse il possibile pericolo al ritorno. Si facevano chilometri e chilometri senza dire una parola. Clemente davanti a noi che fiutava l’aria come un vecchio espertissimo cane e tutto intorno c’era solo la frescura del bosco ed il cinguettio degli uccelli che lui ci insegnava a guardare e a comprendere, quasi sempre sussurrandoci poche parole a voce bassissima. La sera si cenava con il caffè latte. Una grande scodella dove si tuffava un pane delizioso e fragrante che si gonfiava tutto e noi si faceva a gara a chi riusciva a conficcare il cucchiaio là dentro senza che questo si muovesse di un millimetro. Le notti le trascorrevo su di un materasso di crine collocato su di un letto altissimo di ferro battuto, sulla soffitta di una casa piccola, una casa che sembrava pensata per i bambini o per gli gnomi, dalle mura antiche e spesse, dove l’afa terribile dell’estate non osava entrare mai.

Il palchetto arrivava e noi eravamo finalmente  felici. Io non sapevo ballare niente di niente, ero goffo, impacciato e fisicamente stolto, tutto gambe e braccia, ma mi piaceva guardare gli altri che  si tuffavano nella mischia e prendevano a danzare valzer, polke e mazurche. Non era di certo quello il genere di musica che preferivo, e tuttavia era piacevole restare in mezzo agli altri, tutti pervasi da un’eccitazione autentica, appena un poco infantile. Quando si usciva a prendere una boccata d’aria ti mettevano un timbro di colore blu su di una mano, segno che avevi pagato l’ingresso e potevi quindi andare e venire a tuo piacimento. Si usciva nell’aria tiepida della notte, Alessandra, Anita, Nicoletta, Beppe, Guido, Daniela, Gianni e qualcun altro, a parlare dei sogni e di un futuro del quale non sapevamo assolutamente nulla, scevri noi da qualsiasi sovrastruttura, con la testa piena di abbozzi di idee ancora senza forma alcuna, con un cuore  giovane che palpitava lento, privo di sussulti e terremoti di alcun tipo, del tutto immersi in un’ infanzia che perdurava da secoli, senza suoni né clamori speciali, così diversi, nella nostra semplicità paesana, dalle ragazzotte procaci che vivevano a Torino e che venivano in visita ai parenti del paese sfoggiando un’alterigia che non ci apparteneva, consapevoli, esse, della loro indubbia posizione di vantaggio rispetto alla nostra goffaggine innata: belle gambe, seni tondi ed aggressivi, labbra carnose, jeans attillati e capelli al vento, giovani femmine un po’ sboccate-intenzionalmente ed eccessivamente sboccate- e pertanto sensibili all’ammirazione dei maschi del paese, facili prede del magnifico, dell’esotico e del rutilante. Noi ce ne stavamo in disparte, spettatori inerti di una scena che si svolgeva sullo stesso fondale eppure a mille miglia da noi. Perché nei miei quattordici, quindici o sedici anni io non possedevo un corpo sensibile, non sapevo nulla del sesso, né avvertivo desiderio alcuno: percepivo soltanto allora una volontà ineluttabile e greve d’amare, una necessità d’amare così feroce, così disperata come potevo immaginare che fossero la fame e la sete, un’errabonda e perplessa necessità d’amare, come una roccia enorme sotto la quale agonizzava il bambino che ero stato.
Poi vennero la vita, le scelte, la politica, i viaggi, il lavoro. E non ci fu mai più un’estate simile a quelle.

INDIA-Triangolo d’Oro con Mandawa – ESTATE 2015- OFFERTA IMBATTIBILE – Agosto e Settembre 2015

Un viaggio breve in India che tuttavia permette di conoscere le città più belle e significative del Triangolo d’Oro: Dehli. Agra e Jaipur. Il tour include anche la cittadina di Mandawa, spesso trascurata dai grandi operatori turistici, un pezzo di India autentica dove si celano affeschi meravigliosi. Hotel 4 / 5 stelle. Guide locali parlanti italiano.

Programma e quote

VENEZUELA- La magia della Selva -Partenza a date fisse- da Giugno a Dicembre 2015

Un Paese di incomparabile bellezza che racchuide tutte le biodiversità possibili. Mare caraibico cristallino con spiagge bianchissime e soprattutto, all’interno, una natura selvaggia e maestosa che tutto sovrasta e permea. La Gran Sabana, con le sue numerose cascate e tutta la bellezza del Massiccio Roraima e soprattutto Canaima, dove si trova il Salto Angel,considerata la cascata più alta del mondo. Il rumore delle acque che precipitano nel Cañon del Diablo e la foresta circostante lo fanno diventare uno dei luoghi piu’ affascinanti del Venezuela. Un viaggio scoperta che non vi deluderà. Gran finale a Los Roques, dove i Caraibi poseggono ancora una bellezza inimitabile senza l’affollamento di turisti ormai comune a molti altri posti. Partenza nelle date fisse indicate minimo 2 persone. Guide in italiano.

Programma e quote

da Giugno a Ottobre 2015 TIBET – Fede e cultura proposta individuale a date fisse min 2 persone.

Un viaggio che tocca le capitali della storia della Cina, Pechino e Xian e poi si addentra alla scoperta del Tibet e dei suoi meravigliosi templi buddhisti, alla scoperta del misticismo ancora presente in questa terra, seppur martoriata dalle vicende politiche, Rientro in Italia da Shanghai. Il tour parte da PECHINO il lunedì nelle date indicate. Guide in Tibet solo in lingua inglese.

Programma e quote

Macondo

Cosa faremo quando la bellezza non potrà più sostenere il dolore?

Poesia in Rete

I "Miei" Poeti Amati

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

i discutibili

perpetual beta

Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Mireyatravel

Meraviglie del mondo

Odio l'umanità (ma magari tra un po' mi passa...)

Tutte le azioni ed i comportamenti che non sopportiamo della popolazione del nostro "Bel Paese"

I Viaggi dei Rospi

Ero una single convinta, poi ho trovato un Rospo e abbiamo fatto le valige insieme...ora viaggiamo in quattro! Blog di Viaggi e Avventure nel mondo di una famiglia con bebè e quadrupede al seguito

asiabusinesstraveller

sharing emotions and thoughts

In viaggio per il mondo: istruzioni per l'uso

Just another WordPress.com weblog

valeriu dg barbu

©valeriu barbu

MACELLERIA MARLEO

Per la beatitudine soltanto.

Solvitur ambulando

percorsi e soluzioni

Hopeandloveislife. Il segreto della vita

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio

TDK TRAVEL & TOURS

The profesional travel consultant

Jessica Korteman

Dedicated to all things travel, Notes of Nomads is your go-to travel guide for real on-the-ground accounts, tips, advice, reviews and photography.