Archive | aprile 2016

Bhutan – Il Festival di Timphu Drobchen

BHUTAN – IL FESTIVAL di THIMPU DROBCHEN – Dal 4 al 12 Ottobre 2016
min. 6 persone

Un viaggio sorprendente e indimenticabile in Buthan in occasione del Festival di Thimpu Drobchen.Un Paese poco battuto dal turismo di massa, celato dalle imponenti montagne dell’Himalaya, uno scrigno al di fuori del tempo, con atmosfere e suggestioni uniche nel suo genere. Un approccio vero con il buddismo più autentico e con la semplicità della gente, fra spettacoli naturali di una bellezza incomparabile. Pensione completa in Bhutan, tour in minibus, guida-accompagnatore parlante italiano per l’intera durata del tour, tutte le tasse governative, tutte le visite e gli ingressi Sistemazione in hotel 4 stelle a Kathmandu e nei migliori disponibili in Bhutan.

 

 

Programma di viaggio

Annunci

INDIA – ASSAM e NAGALAND- Horbill Festival

HORNBILL FESTIVAL – Nostra esclusiva. Con accompagnatore in italia

Dal 26 Novembre all’ 8 Dicembre 2016- Minimo 6 persone

Il Festival dell’Hornbill uno dei più importanti e colorati di tutta l’India, si svolge ogni anno durante la prima settimana di Dicembre nella zona del Nagaland, Stato situato nel Nord – Est del Paese, dove le tribù locali celebrano la festa conosciuta come “ il Festival dei Festival “. L’evento si svolge presso il Naga Heritage Village a Kisama, dove è davvero possibile entrare in contatto con le popolazioni autoctone che celebrano il festival con danze e musiche tradizionali. Il viaggio si rivolge agli appassionati dei viaggi-scoper, che privilegiano l’aspetto etnografico e antropologico. Guida-accompagnatore esperto parlante italiano per tutta la durata del tour. Hotel semplici, ma confortevoli in Nagaland. Hotel 4 stelle a Kolkata.

 

Programma e quote

Sri Lanka – in collaborazione con Progetto Heritage

SRI LANKA – Un passo verso la pace

Dal 10 al 18 Settembre 2016

Alla ricerca dell’armonia- Di gruppo,min 6 persone

Viaggio in Sri Lanka con  l’antopologa Silvia Pitarresi,danzatrice, formatrice e ricercatrice. Silvia fonda e coordina il progetto: “Heritage – Cultura in Movimento”. Scopo del suo lavoro e del progetto: la ricerca del bello e del ben-essere della persona (spirito, mente e corpo) nel suo aspetto relazionale (e quindi dinamico) di comunicazione e ascolto di sè, degli altri e della Natura di cui si fa parte. (www.afroheritage.it) Silvia Pitarresi ropone workshops di formazione e approfondimento di tematiche legate alla continua ricerca dell’”ésprit vital” e delle sue forme comunicative verbali e non, per una società più consapevole ed integrata. Questo percorso in Sri Lanka è dedicato a coloro che, oltre a voler visitare le bellezze storiche e naturalistiche del Paese, desiderano approfondire un discorso spirituale lagato alla danza e alla riscoperta del proprio corpo e delle proprie emozioni. Guida locale in italiano. Hotel 4 stelle in mezza pensione. Volo da Milano Malpensa

 

Viaggia con noi

Destinazione Oriente

Treviso – Osservatorio privato

 

 

Sono arrivato qui a 47 anni. La gente di casa mia mi diceva che ero pazzo. “Sei sicuro che ti troverai bene? E’ un grande rischio andartene,  mollare tutto,  alla tua età…”. Ho corso il rischio e non me ne sono pentito. Ho lasciato alle spalle gli anni del castigo ed il sollievo che ho subito provato è stato immenso. I primi mesi  me ne andavo in giro per le strade della città da solo. Mi sembrava di essere all’estero, in un Paese straniero e sconosciuto. Capivo a stento il dialetto che tutti parlano da queste parti. Il dialetto, almeno in questo senso, cancella tutte le  distinzioni sociali tramite un linguaggio che accomuna magicamente ricchi e poveri, borghesi e popolani.  Giunsi alla fine dell’autunno e  amai da subito quell’accozzaglia di genti così diverse fra loro: la ricca signora impelliciata, lo studente vestito casual dai capelli in stile rasta, il ragazzo del Bangladesh che non vendeva accendini all’angolo,  ma possedeva, ben integrato, il suo posto di lavoro. Mi è subito piaciuto il dinamismo di questo posto, collocato così vicino all’incanto di Venezia, a due passi dal mare, con gli oleandri e gli ulivi nei giardini e questo fiume limpido di risorgiva che scorre ovunque e che ammanta  d’acqua ogni cosa. L’appartamento del palazzo dove abito adesso si trova in un parco. Il silenzio dov’è collocata la mia casa è un sollievo immenso alla vita. A Treviso ci vive gente a cui devo molto.

Quello che mi manca del Piemonte è la classe operaia, la mentalità salvifica e piena di energia della classe operaia,  che oggi è una classe di gran lunga più intellettuale di quella borghese. In Veneto non è mai esistita una vera classe operaia, così tipica invece delle nostre cittadine che per anni hanno ruotato attorno alla Fiat. Qui si è passati dalla miseria più nera degli anni ‘ 50 e ’60 al boom economico degli anni ’70 e 80′, dove tutto quello che la gente toccava si tramutava in oro. C’erano i contadini, certo, ma la classe operaia non è mai esistita da queste parti. A parte Marghera e in qualche grande realtà industriale, il concetto di sciopero o di conflitto fra classi, tra gli operai, ad esempio, era una parola sconosciuta.  Il lavoro viene inteso come dovere e non come diritto e il denaro come logica conseguenza. E’ anche vero che da queste parti  tre quarti degli imprenditori sono stati operai che in seguito si sono aperti la loro impresa. Quando un operaio entra in un’azienda ne diventa parte. Per il “padrone” è un nuovo figlio. E se chiude un’azienda, per un operaio non è solo la perdita di un posto di lavoro, è perdere un pezzo di storia personale, di identità, di radici. Del Piemonte mi manca la mentalità cosmopolita di Torino che adesso è diventata una città bellissima. Non era così fino alla fine degli anni ’80. Torino, a parte il suo centro storico, era cupa, triste, fatta di corsi e viali infinti, fitti fitti di condomini tutti uguali e senza uno stile preciso, costruiti in economia e un po’a casaccio durante il boom  degli anni ’60.  Del Piemonte mi manca l’energia dei lavoratori, la consapevolezza della loro propria fatica, la lotta di classe che avevamo combattuto tutti insieme negli anni ’70. Qui in Veneto la nuova e forse l’unica classe operaia che esista oggi  è quella costituita dagli immigrati, che però hanno ancora ben altri pensieri che non siano quelli di avanzare rivendicazioni.
Mi mancano le nostre utopie, in questo senso.

Per restare in tema di confronti devo dire di non aver mai sentito tante bestemmie come da quando vivo in Veneto. Ed è curioso questo modo di parlare per un posto che è stato per anni il cuore pulsante di una Democrazia Cristiana attivissima sul territorio  e di una Chiesa cattolica che ha permeato e asfissiato ogni cosa. E tuttavia la bestemmia qui è come una specie d’intercalare, a tratti davvero comico. Un veneto che bestemmia lo fa per alleviare la sua rabbia, non è, dunque, come maledire intenzionalmente il Cielo, è più che altro uno sfogo, una reazione momentanea e impulsiva a qualcosa che è andato storto. Non c’è relazione, infatti, fra le bestemmie pronunciate e la convinzione della fede,  a volta bigotta e bacchettona, che la gente professa o dice di professare. E’ come se le due cose procedessero su binari indipendenti e  neanche troppo paralleli. C’è la Lega, è vero. C è’ stata per anni, ora le cose stanno cambiando però. Gentilini, il mitico “sceriffo ” che per decenni ha tenuto le redini della città, è un personaggio buffo, da cartone animato, tutto sommato comico. Qui la Lega non ha mai avuto  i toni esasperati e razzisti che ha assunto, per esempio, in Lombardia negli ultimi anni.

C’è questo stuolo di giovani maschi ( e  anche meno giovani, a dire il vero ) che continuano a vivere in famiglia, cosa del tutto inconcepibile per uno come me che, fin da adolescente, aveva sognato la propria indipendenza e se n’è andato di casa  appena gli è stato possibile. C’è questo legame con la famiglia che nutre e allo stesso tempo logora il fisco e la mente. Ma è anche vero che alla fine ognuno riconosce i propri simili ed è così che la gente che frequento a Treviso è del tutto uguale a me, per intenti e modalità di vita.

Ha lasciato alle spalle la borghesia spocchiosa della mia terra, – nonostante la borghesia sia orrenda e opprimente  ovunque, anche qui a Treviso, – quella dei furbissimi bottegari e commercianti, quelli della finta “cultura del vino”  (‘è tanto più simpatico un veneto un po’ alticcio che beve perchè gli piace, fottendosene altissimamente di ogni cultura), del cibo slow e delle furberie atte a spremere i turisti e gli ingenui locali -vini, tartufi e regge sabaude dagli stucchi rindondanti e dagli interni  pesantissimi-. Quelli della casa padronale  e signorile in collina, disseminata dei ritratti ad olio della signora e padrona di casa, una borghesia fatta di nani senza possibilità di evoluzione. E fuori da quel contesto mediocre e tutto sommato puerile, nè le signore nè i signori di quella razza avrebbero la minima speranza di sopravvivere, avulsi dal loro contesto piccolo, isolano e miserrimo. Nè le borsette di coccodrillo o il cappotto firmato dallo stilista all’ultimo grido, nè il gioiello acquistato nella bottega del rispettatissimo orafo del paese, avrebbero il minimo significato, se, tolti dal loro contesto risibile e un po’ meschino, gli stessi signori e signore dovessero vivere per obbligo altrove, senza un pubblico, a sua volta piccolissimo nei suoi stessi slanci, che non attende altro che di essere stupito dalla pantomima ridicola di coloro che si sentono al pari degli dei come per diritto acquisito.

Passeggio ancora per le vie Treviso, spesso da solo. Mi piace questo senso di anonimato quasi assoluto: nessuno che mi saluti, nessuno che mi conosca, nessuno che io debba salutare a mia volta per forza. Tranne gli amici, certo,  ma questo è parlare dei miei rapporti personali  e non del luogo dove vivo adesso. Mi piace questo fatto che quasi tutti si diano “del tu”, indipendentemente dall’età che li divide. Mi fa star bene questo vento strano che a volte si spinge fin da Trieste e si avverte anche qui, sebbene smorzato e più lieve.

A dire il vero potrei vivere da qualunque parte. Non posseggo radici e non soffro di solitudine. Ma qui mi sento libero e traboccante d’amore. Come quando mi sveglio al mattino, apro le finistre che danno sul parco e posso vedere la luce, il sole, la pioggia, tutta la vita che scorre davanti ai mei occhi. E ringrazio tutti i miei dei pagani che la sorte, la fortuna e il caso mi abbiano condotto fino a qui.

Il silenzio- Osservatorio privato

 

Amo il silenzio. Riesco a concentrarmi come voglio io solo nel silenzio più assoluto.
Appartengo a quella generazione che è venuta su facendo una cosa alla volta, pensando che fosse necessario fare così per fare le cose bene.
Quand’ero ragazzo a casa mia c’era un momento per mangiare, uno per parlare, un altro per ascoltare la musica, uno per la televisone o la radio. E il silenzio. Per pensare, studiare, riposare. Sono stato cresciuto in questo modo e applico ancora oggi le stesse regole nella mia vita di tutti i giorni. Posso stare nella mia casa nel silenzio più totale per giorni interi. Non soffro di solitudine e non cerco mai una compagnia casuale. Mi circondo solo delle persone che mi piacciono, di quelle a cui voglio bene, per gli altri non ho spazio né tempo. Quando si superano i cinquant’anni anche il tempo è prezioso e lo sono ancora di più le energie che siamo  disposti ad investire e a spendere. Destesto il chicchericcio ostinato, il vociare continuo, la parole bercianti e urlate, quelle inutili.

Ho sempre guardato con autentico stupore  muto alla gioventù che chiacchiera, ascolta la musica, legge, cammina, mangia e parla al telefono  tutto in una volta. Credo che anche questa sia la misura del tempo che passa.   Appartengo a quella categoria di minusvalidi che non riesce a fare due cose bene contemporaneamente, per cui, quando parlo al telefono, devo essere concentrato altrimenti mi confondo, m’imbroglio,  mi agito. Il cordless mi è comodo soltanto perchè posso portamelo sul divano e restare più tranquillo. Destesto quando qualcuno ti chiama e di sottofondo ti tocca ascoltare il chiasso della strada, lo sferragliare dei treni, il vociare impazzito della gente, lo sbatter di pentole e piatti. In casa mia quando qualcuno parla al telefono gli altri fanno silenzio e se la conversazine è personale escono dalla stanza.

Da ragazzo avevamo una stanzetta dove si trovavano lo stereo e la radio. Lì si ascoltava la musica. Ascoltare la musica non è solo sentire  o percepire un suono o una melodia. Ascoltare significa comprendere la partitura, distinguere la vocalità degli strumenti, apprezzare i crescendo, i diminuendo e tutte le diverse dinamiche musicali. Perfino per le canzonette serve un ascolto attento, se non altro per comprendere la poesia del testo e la vocalità del cantante. Non ho mai amato i sottofondi nè quando studiavo nè adesso che lavoro. Solo in auto mi concedo la compagnia della radio, ma quando non conosco la strada o devo percorrere un tratto impegnativo allora la spengo. Nella mia camera da letto non esiste un televisore. Si legge in poltrona e si lavora nello studio. Sono all’antica, nulla da fare.

Lavoro spesso la notte, un po’ per via della mia insonnia ostinata e molto perchè la notte riesco a concentrarmi meglio. Abito nel verde ed è piacevole oltre ogni misura ascoltare i grilli, gli usignoli, il gracidio delle rane o semplicemente la pioggia e la neve che cade in inverno. Il silenzio aiuta a percepire meglio tutti gli altri suoni. E a far luce su se stessi, sui propri sentimenti, sulle proprie emozioni.

Ho un rapporto conflittuale anche con il cellulare, a dire il vero. Lo uso soprattutto per lavoro o per mantenere vivi certi contatti, quando non è possibile vedersi di persona.  E’ una maniera di comunicare che mi è in un certo qual modo estranea. Preferisco incontrarla la gente  e privilegio la  parola scritta che mi è parsa sempre, anche adesso, la maniera più efficace per comunicare le proprie emozioni.

A volte vorrei tornare ai tempi del mio vecchio telefono a muro. Nero, ingombrante ed altissimo. Fuori moda, vetusto e antico. Un accessorio a tratti temibile, di cui, in fondo, si poteva fare benisismo a meno. Nello stesso modo in cui la vita ed il mondo possono fare benissimo a meno di noi che invece non lo capiamo mai e crediamo di esserne il perno.

 

La nostra Indocina- Viaggi in esclusiva

Da Aprile a Dicembre 2016

INSOLITO VIETNAM – Nostra esclusiva 14 giorni

PARTENZE GARANTITE – MIN 2 PERSONE- proposta individuale

Un viaggio inedito nostra esclusiva. Non il solito Vietnam, ma un percorso particolare che, pur non trascurando i luoghi imperdibile del Paese,  vi permetterà di scoprire la vera essenza del territorio, a stretto contatto con la gente. L’esperienza di visitare luoghi ancora preservati dal turismo di massa quali il Parco Nazionale Phong Nha, con le sue Dark Cave, quella del treno della Riunificazione che percorre la costa del Paese, la visita dei villaggi attorno alla cittadina di Hoi An in bicicletta, il Museo della medicina tradizionale, il Museo delle Donne ad Hanoi, per celebrare coloro che diedero un contributo enorme allo sviluppo del Paese, la vita autentica dei villaggi dei pascatori. E naturalmente l’incanto della Baia di Ha Long e la visita dei luoghi storici per eccellenza. Hotel 3 o 4 stelle. Tutti i voli interni,Guide locali in italiano. Trasferimenti privati

 

 

Da Aprile a Dicembre 2016

TUTTO VIETNAM – Nostra esclusiva 10 giorni

PARTENZE GARANTITE – MIN 2 PERSONE- proposta individuale

Un viaggio inedito nostra esclusiva, ben lontano dal solito Vietnam. Dieci giorni alla scoperta di un Paese meraviglioso, dove la natura ha il sopravvento, a stretto contatto con la gente e con le tradizioni locali., pur non trascurando i luoghi imperdibile del Paese. Due notti di crociera nella splendida Baia di Ha Long, per scoprire con calma tutta la magnificenza che questo luogo incantevole ha da offrire. Escurisoni in biciletta, in battello e a piedi, per meglio entrare nella realtà del Paese, la vita autentica dei villaggi e un attenzione particolare alla scoperta della tradizione gastronomica locale E naturalmente la visita dettagliata dei luoghi storici per eccellenza. Hotel 3 o 4 stelle. Tutti i voli interni. Guide locali in italiano. Trasferimenti privati.

 

 

Da Aprile a Dicembre 2016

VIETNAM e CAMBOGIA – l’ Indocina che sognavi- Nostra esclusiva

PARTENZE GARANTITE – MIN 2 PERSONE

Un viaggio nostra esclusiva che tocca le mete più care dell’immaginario collettivo legato al Vietnam, ma con un tocco in più che fa la differenza. La visita di Hanoi in bicicletta per scoprire angoli nascosti e poco noti della città. Lezioni di cucina vietnamita e mini tour gastronomico. Il villaggio di Vung Vien, la salita in funivia al monte Yen Tu, il luogo scaro per il Buddhismo Zen in Vietnam, il concerto di musica classica tradizionale Đàn Ca Tài Tá»­ sul delta del Mekong, considerato dal 2013 Patrimonio dell’Unesco. La meraviglia della Baia di Ha Long, l’antica capitale Hue, la splendida cittadina di Hoi An e lo sfavillio delle luci di Saigon.Volo per la Cambogia alla scoperta del sito di Angkor e delle tradizioni cambogiane. Hotel 3 e 4 stelle. Guide in italiano.

 

 

 

 

Dal 1 AL 13 Luglio 2016 INDIA – LADAKH di gruppo con accompagnatore- min 6 persone

 

 

Il Ladakh, una delle zone piu’ affascinanti dell’India nella zona himalayana che, sullo sfondo di un paesaggio lunare, ospita monasteri antichissimi. Uno spettacolare deserto di montagna in cui il buddhismo tibetano si conserva intatto da secoli. Viaggio consigliato agli appassionati con sistemazione in resort. Hotel 5 stelle a Delhi. Pensione completa in Ladahk. Prima colazione e cena a Delhi. Viaggio con accompagnatore esperto italiano con funzione di guida storica coadiuvato da guide in inglese ( in italiano a Delhi ). La quota è da interdersi esclusa di volo internazionale dall’Italia.

 

Programma e quote

 

Macondo

Cosa faremo quando la bellezza non potrà più sostenere il dolore?

Poesia in Rete

I "Miei" Poeti Amati

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

i discutibili

perpetual beta

Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Mireyatravel

Meraviglie del mondo

Odio l'umanità (ma magari tra un po' mi passa...)

Tutte le azioni ed i comportamenti che non sopportiamo della popolazione del nostro "Bel Paese"

I Viaggi dei Rospi

Ero una single convinta, poi ho trovato un Rospo e abbiamo fatto le valige insieme...ora viaggiamo in quattro! Blog di Viaggi e Avventure nel mondo di una famiglia con bebè e quadrupede al seguito

asiabusinesstraveller

sharing emotions and thoughts

In viaggio per il mondo: istruzioni per l'uso

Just another WordPress.com weblog

valeriu dg barbu

©valeriu barbu

MACELLERIA MARLEO

Per la beatitudine soltanto.

Solvitur ambulando

percorsi e soluzioni

Hopeandloveislife. Il segreto della vita

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio

TDK TRAVEL & TOURS

The profesional travel consultant

Jessica Korteman

Dedicated to all things travel, Notes of Nomads is your go-to travel guide for real on-the-ground accounts, tips, advice, reviews and photography.